Possibili tracce di vita su Marte, l'annuncio della Nasa

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Il rover Perseverance della Nasa, che sta esplorando il cratere Jezero, ha individuato quelle che gli scienziati non esitano a definire le biofirme più promettenti finora scoperte sul pianeta rosso. Si tratta di formazioni rocciose dall'aspetto peculiare, rinvenute in un antico letto fluviale che, miliardi di anni fa, ospitava un lago, e che sono state informalmente battezzate "macchie di leopardo" e "semi di papavero" per la loro conformazione visiva.

La scoperta, frutto di un'analisi durata un intero anno e pubblicata sulla rivista Nature, si concentra su un campione prelevato lo scorso 21 luglio nei pressi della cosiddetta "Valle della Neretva". I dati raccolti dagli strumenti a bordo del rover, i quali includono molecole organiche a base di carbonio e particolari noduli minerali, suggeriscono la possibilità – remota ma concretamente ipotizzabile – che quelle tracce possano avere un’origine biologica, riconducibile dunque a una forma di vita microbica estinta.

All’importante ricerca, che rappresenta una pietra miliare nell’ambito dell’esplorazione spaziale, ha contribuito in modo significativo anche un team di scienziati italiani dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), a dimostrazione del ruolo di primo piano che il nostro paese ricopre in queste indagini di frontiera. Tuttavia, come è prassi in simili circostanze, la cautela rimane d’obbligo: la conferma definitiva della natura biologica di questi elementi potrà avvenire soltanto dopo che i campioni saranno stati analizzati direttamente nei laboratori terrestri, obiettivo primario di una futura missione di ritorno che la Nasa sta già programmando.

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