La Fiorentina trova un sorriso all'ultimo respiro: Kean stende la Cremonese nel recupero

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Non si può certo dire che la squadra di Paolo Vanoli abbia scelto la via più semplice per interrompere un digiuno di successi che si protraeva da tempo, ma la sostanza, alla fine, è quella che conta. In un Artemio Franchi teso e per lunghi tratti sofferente, i gigliati hanno strappato una vittoria che sconfina nel valore terapeutico, piegando con un netto 1-0 una testarda Cremonese solo nel momento in cui molti tra il pubblico avevano ormai smesso di sperare. L’autore del gol, Moise Kean, apparso in campo solo nei minuti conclusivi, ha risolto l’intricata matassa al secondo minuto di recupero, trasformando in estasi un’atmosfera che fino a pochi istanti prima era carica di frustrazione.

Una partita dominata ma rimasta in bilico fino allo scadere

La gara, che ha visto i viola imporre il proprio ritmo e creare la maggior parte delle occasioni da rete, rischiava paradossalmente di concludersi con un amaro pareggio nonostante la superiorità manifestata in campo. La retroguardia lombarda, guidata da un Baschirotto in stato di grazia, aveva retto con tenacia l’urto, confidando forse nella possibilità di cogliere al volo qualche ripartenza. Alcune decisioni arbitrali, percepite come sfavorevoli dai sostenitori di casa, avevano contribuito ad alzare ulteriormente la temperatura in tribuna, alimentando quel senso di ingiustizia che spesso accompagna le prestazioni sterili. La squadra, tuttavia, a differenza di altre occasioni, non ha abbassato la cresta, continuando a cercare il varco fino all’ultimo respiro.

Le scelte di Vanoli e l’epilogo liberatorio

Proprio in quei minuti finali si è inserita la mossa del tecnico, che ha chiamato a sé Kean per dare una scossa all’attacco. La scelta, come lo stesso allenatore ha poi chiarito, era dettata anche da un impedimento dell’esperto Edin Dzeko, indisponibile all’ultimo momento, ma si è rivelata decisiva. L’azione del gol, per quanto semplice nella sua realizzazione finale, è stata il frutto di una pressione costante: la traversa di Solomon dal lato sinistro, il tocco di testa di Fortini e il tap-in risolutivo del neoentrato attaccante hanno regalato ai viola i tre punti. Un episodio, quest’ultimo, che ha di colpo cancellato le polemiche e le incertezze, proiettando la classifica in una luce meno preoccupante.

Il panorama in classifica e il significato della vittoria

Questo successo, il secondo in campionato, permette infatti alla Fiorentina di agganciare le compagini di Pisa e Verona nella parte bassa della graduatoria, portandosi a quota 12 punti. Soprattutto, riduce a sole tre lunghezze il distacco dal Genoa, quart’ultimo e dunque fuori dalla zona immediatamente pericolosa. Un respiro, seppur breve, per una società che vive un momento complesso, e una boccata d’ossigeno per lo stesso Vanoli, la cui posizione era diventata oggetto di discussione. La vittoria, nata dalla caparbietà e da un approccio offensivo mantenuto per tutti i novanta minuti, rappresenta più di una semplice vittoria: è un punto di svolta psicologico che la squadra dovrà ora saper sfruttare.

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