Rapina e sequestro nella villa di Filippi, l’ex senatore “preso a pugni e pistola puntata in faccia”
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Redazione Interno
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L’imprenditore vicentino Alberto Filippi, già senatore della Lega, ha riportato diverse escoriazioni al volto dopo l’aggressione subita nella notte tra venerdì e sabato nella propria abitazione di Arcugnano; un referto, quello del Pronto Soccorso, che certifica la violenza inaudita di un colpo studiato nei minimi dettagli. Era poco dopo le ventitré quando, di rientro da una cena, l’uomo ha parcheggiato l’auto nel garage della sua villa, ignaro di ciò che lo aspettava. A quel punto, sbucando da un cespuglio nelle vicinanze, quattro individui incappucciati lo hanno accerchiato: ne è nata una breve colluttazione, durante la quale i malviventi lo hanno letteralmente “riempito di pugni” per piegarne la resistenza. È in quel frangente, quando l’escalation di violenza ha raggiunto il culmine, che uno dei banditi ha armato una pistola – un rumore secco, inconfondibile – e gliel’ha puntata in mezzo agli occhi. Per Filippi, come ha raccontato lui stesso agli inquirenti e alla stampa locale, non c’è stato più nulla da fare se non desistere e obbedire.
Un’ora di terrore con la famiglia segregata
Una volta ottenuto il controllo della situazione, i rapinatori – lo si evince dalle prime ricostruzioni investigative – hanno costretto l’ex parlamentare a condurli all’interno della villa, dove si trovavano la moglie e le figlie, sorprese anch’esse nel cuore della notte. La dinamica ha rivelato subito i contorni di un’operazione spietata: se da un lato tre componenti della banda hanno accompagnato la donna e le bambine al piano superiore, segregandole in una stanza, dall’altro Filippi è rimasto bloccato al piano inferiore. Per circa sessanta minuti, che l’imprenditore ha definito “un’ora infinita”, la sua schiena ha sentito la pressione di un lungo cacciavite, mentre in casa accadeva l’irreparabile. Separato dalla sua famiglia e in balia del panico più totale, l’uomo ha dovuto assistere inerme alla razzia: i malviventi hanno setacciato ogni angolo della villa, impossessandosi di orologi di lusso, gioielli, borse di valore e denaro. Il valore complessivo del bottino, stando alle stime fornite dai primi accertamenti, si aggirerebbe intorno ai tre milioni di euro.
Le indagini e i particolari sull’agguato
Sul posto, dopo la fuga dei banditi avvenuta intorno alla mezzanotte, sono intervenuti i carabinieri che hanno avviato un’indagine serrata, concentrandosi in particolare sulla mole di immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza presenti nella proprietà. Un dettaglio, quest’ultimo, che potrebbe rivelarsi cruciale per risalire ai responsabili, considerata l’organizzazione militare del colpo: i quattro attendevano l’obiettivo da tempo, nascosti nella vegetazione, il che lascia supporre un preventivo sopralluogo per studiarne le abitudini e gli orari. Filippi, ancora visibilmente scosso nonostante le cure ricevute in ospedale, ha riferito agli inquirenti un particolare che potrebbe restringere il cerchio delle ricerche: gli aggressori, a suo avviso, non sarebbero italiani, bensì riconducibili a un accento dell’Est Europa. La Procura, che ha aperto un fascicolo per rapina aggravata e sequestro di persona, sta comunque vagliando ogni pista senza escludere alcuna ipotesi.
Il racconto choc della vittima
Nel drammatico resoconto fornito al Corriere della Sera, Alberto Filippi ha confessato il momento di maggiore angoscia: quello in cui, dopo essere stato malmenato, ha dovuto prendere la decisione di aprire la porta, esponendo la sua famiglia al pericolo. “Un padre pensa: cosa potrà succedere se apro la porta?”, ha dichiarato, descrivendo il conflitto interiore che lo ha lacerato prima di cedere alla pressione dell’arma. Una volta entrati, i banditi hanno agito con una rapidità impressionante: hanno prelevato tutto ciò che aveva valore – “i miei risparmi investiti in una vita di lavoro”, ha commentato amaramente l’ex senatore – lasciando dietro di sé solo un’abitazione sottosopra e una famiglia traumatizzata. Per fortuna, al netto delle lesioni fisiche riportate dal capofamiglia e dello choc psicologico generalizzato, la vicenda non ha avuto conseguenze peggiori. Resta ora affidata alle forze dell’ordine la caccia ai quattro fuggitivi, che al momento risultano essere dileguati nel nulla.




