L’Odissea di Nolan è piena di sé e piena di niente

“Viviamo tra le macerie” si dicono Odisseo e Penelope nel momento cruciale della storia, quello in cui lui torna a casa sotto le mentite spoglie di un vecchio mendicante e lei comincia a sospettare che quell’uomo sia il marito finalmente tornato a casa. Momento che, peraltro, Christopher Nolan svilisce sul piano melodrammatico per appiccicarci uno spiegone sulla guerra che annichilisce, divide, distrugge. (Cinematografo)

Se ne è parlato anche su altri giornali

Pattinson è Antinoo, pretendente tra i più insistenti e vili di Penelope (Hathaway), moglie di Ulisse, alle prese con una tela, con il dolore, con un figlio (Tom Holland) che non ha mai conosciuto il padre, e che di sé stessa dice: «Sono seduta da 20 anni su un trono che solo un uomo può occupare». (Vanity Fair Italia)

Drammaturgicamente pappa già pronta, spolveratona di incredibile e congestionato melting pot attoriale (i soldati greci dai tratti afroamericani, asiatici e nordici a Troia, davvero, non riescono a essere nemmeno più materia di polemica), solita magniloquenza esasperata di stile (il suono che accompagna ininterrottamente tutto, ma proprio tutto il film, diventa un macigno): all’epica omerica Nolan aggiunge, anzi, proprio lo evidenzia con una fuorviante enfasi da patinato spot aziendale, un messaggio antimilitarista e pacifista, dopo il quale andrebbe vestito con le orecchie da asino e messo dietro la macchina da presa. (Il Fatto Quotidiano)

Quando il film comincia si vede subito quello che in fondo ci si aspettava di vedere: Christopher Nolan prende l'Odissea di Omero e cerca di gestirla come un racconto cinematografico e quindi inseguendo la caratteristica principale del suo cinema che è il tempo, il rapporto con il tempo, la gestione del tempo, il racconto del tempo. (la Repubblica)

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Odissea: l'Omero di Nolan è uno spettacolo sensoriale, ma fortemente americano. Monumentale Matt Damon. Recensione Il regista anglo-americano, aiutato da un cast impressionante e da un impianto audiovisivo senza precedenti, setta lo standard per i kolossal futuri Roberto Ciucci Giornalista Instagram (Libero)

Il poema inizia con la parola andra, l’uomo, l’eroe. Raccontami l’uomo, Musa, l’uomo multiforme, versatile, geniale, che da centinaia di anni prima di Cristo domina la nostra immaginazione. (Domani)

Come sempre la padrona di casa ha dato il via agli appuntamenti pomeridiani del weekend, che andranno in onda ogni domenica alle 14:00 in attesa dell’arrivo del Serale. (Tutto.TV)