Guarene, padre e figlio muoiono nel sonno: l’ombra lunga della caldaia difettosa

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Il silenzio della notte tra domenica e lunedì, nella frazione Castelrotto a Guarene, è stato squarciato da una tragedia che ha lasciato un segno indelebile nell’Albese. Paolo Foglino, cinquantasettenne ristoratore noto per essere uno dei volti dell’“Osteria dei sognatori” ad Alba, e suo figlio Francesco, appena diciassettenne, sono stati trovati senza vita nella loro abitazione. Le indagini, condotte dai carabinieri e coordinate dalla procura di Alba, si stanno concentrando, come emerso dalle prime ricostruzioni, su un guasto alla caldaia domestica, ritenuta la probabile fonte di una letale dispersione di monossido di carbonio. Il gas, inodore e incolore, si sarebbe diffuso nei locali della casa mentre i due dormivano, stroncan­do le loro vite senza dare alcun preavviso, in quello che le autorità giudiziarie trattano come un drammatico incidente.

Il corso delle indagini sulla fonte del gas

I rilievi tecnici effettuati sul luogo, peraltro, sono cruciali per accertare con esattezza le dinamiche della fuga di gas. Gli investigatori, i quali stanno vagliando ogni ipotesi, stanno esaminando minuziosamente l’impianto di riscaldamento, poiché è proprio da lì che potrebbe essere partita la perdita. L’ipotesi dell’avvelenamento accidentale da monossido, del resto, è supportata dal quadro complessivo rinvenuto all’interno dell’abitazione, dove non sono emersi segni di effrazione o di scompiglio tali da far pensare a una matrice diversa. Le operazioni, che proseguono senza sosta, includono anche le analisi tossicologiche disposte dall’autorità giudiziaria per confermare in via definitiva la causa dei decessi, sebbene il quadro appaia già delineato nella sua tragica semplicità.

Un lutto che investe il tessuto sociale

La scomparsa dei due, la quale ha gettato nella costernazione parenti, amici e conoscenti, ha avuto un’eco profonda anche al di fuori della cerchia familiare, toccando da vicino il mondo della ristorazione e dell’imprenditoria locale. Paolo Foglino, infatti, non era solo un titolare di un locale molto frequentato nel centro storico albese, ma una figura ben integrata in quel tessuto sociale che caratterizza le Langhe. Il vuoto lasciato dal padre e dal giovane figlio, che frequentava le scuole superiori, è percepito da molti come una lacerazione improvvisa, una di quelle disgrazie che paiono incomprensibili nella loro assurdità, soprattutto quando legate a potenziali negligenze nella manutenzione degli impianti, delle quali, comunque, non si può al momento parlare con certezza assoluta.

Le riflessioni sulla sicurezza degli impianti

Eventi luttuosi di questa natura, che purtroppo non rappresentano un’assoluta novità nella cronaca nazionale, riportano inevitabilmente alla ribalta la questione, sempre attuale, della sicurezza e della corretta gestione degli impianti a gas nelle abitazioni private. La morte per monossido di carbonio, che ogni inverno miete vittime in Italia, si configura come un pericolo subdolo e spesso sottovalutato, contro il quale l’unica arma efficace rimane una manutenzione periodica e scrupolosa, affidata a professionisti abilitati. La tragedia di Guarene, perciò, al di là dello svolgimento giudiziario che accerterà ogni responsabilità, si staglia come un monito drammatico sulla necessità di non abbassare mai la guardia riguardo a dispositivi il cui malfunzionamento può avere, come si è visto, conseguenze irreparabili.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.