Il miracolo di San Gennaro e il cambiamento climatico
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Redazione Interno
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Il miracolo di San Gennaro, avvenuto il 16 dicembre alle 17.43, ha tenuto i fedeli napoletani con il fiato sospeso fino a tardo pomeriggio. Francesco Paolo De Ceglia, ordinario di Storia della scienza all’Università Aldo Moro di Bari, sostiene che il sangue del santo patrono di Napoli sia un indicatore del cambiamento climatico in atto. Questo prodigio, che si ripete tre volte l'anno, è stato accolto con un lungo applauso e lo sventolio di fazzoletti bianchi nel Duomo gremito.
Il sangue di San Gennaro, contenuto in un'ampolla, si è sciolto poco prima della celebrazione delle 18.30, come avvenne due anni fa. L'annuncio è stato dato da Vincenzo De Gregorio, abate della Cappella del Tesoro di San Gennaro, e ha suscitato un sospiro di sollievo tra i presenti. Questo evento, che ha radici profonde nella tradizione napoletana, è visto da molti come un termometro politico e sociale, capace di orientare il gradimento verso re e sovrani nel passato e di riflettere le preoccupazioni attuali legate al clima.
La lunga attesa, durata fino al pomeriggio inoltrato, ha alimentato l'ansia e la trepidazione dei devoti, che hanno atteso con pazienza il verificarsi del miracolo. La liquefazione del sangue, considerata un segno di buon auspicio, è stata seguita con attenzione anche sui social, dove ha suscitato numerosi commenti e condivisioni.
Il miracolo di San Gennaro non è solo un evento religioso, ma anche un fenomeno che riflette le dinamiche sociali e climatiche del nostro tempo.




