Elon Musk e X sotto indagine per evasione fiscale in Italia: 12,5 milioni di Iva non versata

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La Procura di Milano e l’Agenzia delle Entrate, con il supporto operativo della Guardia di Finanza, hanno avviato un’indagine nei confronti di X, l’ex Twitter, oggi di proprietà di Elon Musk, per una presunta evasione fiscale di 12,5 milioni di euro. L’inchiesta, che copre un arco temporale dal 2016 al 2022, accusa la società di aver omesso il pagamento dell’Iva su una base imponibile di oltre 55 milioni di euro, derivante dalla permuta dei dati degli utenti del social network.

Il Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Milano, dopo un’attenta analisi dei flussi finanziari, ha contestato a Twitter International Unlimited Company, ora X, il mancato versamento di 12.635.336,58 euro. I rappresentanti legali e i direttori della società, con sede legale in Irlanda, sono stati denunciati alla Procura per omessa dichiarazione, un reato che potrebbe avere ripercussioni significative sia a livello fiscale che penale.

L’indagine si inserisce in un contesto già noto alle autorità italiane, che negli ultimi anni hanno intensificato i controlli sulle grandi piattaforme digitali. Lo “schema Meta”, utilizzato dalla Procura di Milano per contestare a Facebook un’evasione fiscale di 877 milioni di euro, è stato replicato anche in questo caso. L’accusa è che X, come già successo con altre multinazionali, abbia sfruttato meccanismi legali internazionali per eludere il fisco italiano, non dichiarando i ricavi generati dallo sfruttamento dei dati degli utenti.

La vicenda arriva in un momento delicato per Elon Musk, già alle prese con una serie di problematiche legate alle sue attività imprenditoriali. Mentre in Europa le vendite di Tesla registrano un calo significativo – con picchi del 59,5% in Germania e del 63% in Francia – il magnate sudafricano deve ora affrontare anche le conseguenze di questa inchiesta fiscale. La Guardia di Finanza, infatti, ha formalmente richiesto il pagamento dei 12,5 milioni di euro, una somma che, se non versata, potrebbe portare a ulteriori azioni legali.

L’indagine milanese non si limita a un mero accertamento contabile, ma punta a far luce su un sistema di elusione fiscale che, secondo le autorità, sarebbe stato pianificato a livello internazionale. La permuta dei dati degli utenti, un’attività che genera ingenti profitti per le piattaforme digitali, è al centro delle contestazioni. La Procura sostiene che X abbia omesso di dichiarare i ricavi derivanti da questa pratica, violando così le normative fiscali italiane.

Il caso, che vede coinvolti non solo i vertici della società ma anche i suoi rappresentanti legali, potrebbe avere implicazioni di vasta portata, soprattutto in un momento in cui le autorità europee stanno intensificando i controlli sulle grandi corporation del tech. La vicenda di X, infatti, non è isolata, ma si inserisce in un contesto più ampio di lotta all’evasione fiscale digitale, che ha già visto coinvolte altre multinazionali come Meta e Amazon

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