L'omicidio di Sofia Stefani: una ricostruzione dei fatti
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Il ruolo di Gualandi
Gualandi, nonostante il suo ruolo amministrativo nella Casa Gialla, era in possesso di un'arma, un dettaglio che ha suscitato dubbi tra i suoi colleghi. Infatti, non era obbligato a portare l'arma, dato il suo ruolo non operativo.
La ricostruzione dell'omicidio
Secondo la ricostruzione del gip di Bologna, Domenico Truppa, non si è trattato di un incidente. Gualandi, infatti, era "esasperato" e aveva "già in mente l'omicidio" quando si è chiuso in stanza con Sofia Stefani. I messaggi scambiati tra i due nei giorni precedenti al delitto dimostrerebbero come Gualandi fosse "logorato dalla presenza nella sua vita" della vittima, che non voleva chiudere la relazione.
L'arresto di Gualandi
Dopo l'omicidio, Gualandi, 62 anni, è stato arrestato e accusato dell'omicidio della collega 33enne al comando della polizia locale di Anzola, nel Bolognese. Secondo il giudice, è ragionevole ritenere che Gualandi abbia impugnato la pistola e premuto il grilletto, per chiudere definitivamente i conti con una persona che lo ossessionava da alcuni mesi in maniera incessante.




