La trattativa sul nucleare iraniano si riapre, Trump attacca il Papa e la Francia chiede l’Onu per il Libano

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
ESTERI

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Rallentamenti nei negoziati tra Stati Uniti e Iran, con il presidente americano, Donald Trump, che – a dispetto della "decisione finale" data come imminente nei giorni scorsi – ha scelto di inasprire la propria posizione, chiedendo modifiche sostanziali al testo dell’intesa che i suoi mediatori avevano faticosamente messo a punto con Teheran. lastampa +1

Secondo quanto trapela da fonti vicine al fascicolo, e riportato da agenzie come Axios, il tycoon vuole rafforzare i punti relativi alla gestione del materiale nucleare iraniano, insistendo affinché la Repubblica Islamica non solo si impegni a non produrre, ma anche ad acquistare l’arma atomica, un dettaglio che in questa fase sta creando un nuovo, significativo scollamento tra le parti. rainews +1

La nuova bozza, che è già stata recapitata a Teheran per la valutazione della Guida Suprema, rischia di allungare i tempi di un negoziato che l’amministrazione Trump aveva invece promesso di concludere in tempi brevi, vista anche la pressione per la riapertura dello Stretto di Hormuz. lastampa +1

Proprio mentre si cercava di limare questi dettagli tecnici in una sala riunioni della Casa Bianca, il presidente ha trovato il tempo per accendere un nuovo, rovente scontro verbale. Il bersaglio è, ancora una volta, Papa Leone XIV. rainews +1

"Qualcuno dovrebbe spiegare al Papa che il sindaco di Chicago è inutile, e che l'Iran non può avere un'arma nucleare!", ha tuonato Trump sul suo social Truth, postando le foto dell'incontro in Vaticano tra il pontefice (il primo americano della storia, nato a Chicago nel 1955) e una delegazione della città guidata dal sindaco Brandon Johnson. lastampa +1

L'attacco, che arriva all'indomani di un rosario per la pace recitato nei Giardini Vaticani, sembra riaccendere una polemica mai sopita: il presidente accusa il pontefice di essere "debole sul crimine" e di non comprendere la minaccia rappresentata da Teheran, mentre dall’altra parte il pontefice, come aveva già ribadito in passato, risponde di non avere paura dell’amministrazione Trump né di parlare a voce alta seguendo il messaggio del Vangelo. rainews +1

L’escalation in Libano e l’intervento francese

Sullo sfondo delle trattative sul nucleare, la situazione militare nel vicino Libano subisce un’impennata drammatica che rischia di far deragliare ogni fragile equilibrio regionale. Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha annunciato in un videomessaggio di aver ordinato alle Forze di Difesa Israeliane (Idf) di ampliare ulteriormente le manovre di terra. lastampa +1

Dopo aver attraversato il fiume Litani e aver occupato la cresta del castello di Beaufort – roccaforte medievale strappata al controllo di Hezbollah – l’esercito israeliano intende "rafforzare ed espandere la propria presa" sulle aree strategiche del sud del Paese. L’operazione, giustificata da Gerusalemme come necessaria per allontanare la minaccia dei razzi, ha immediatamente scatenato la reazione della comunità internazionale. lastampa +1

In particolare, è stata Parigi a rompere gli indugi. Il ministro degli Esteri francese, Jean-Noël Barrot, ha dichiarato di aver richiesto una riunione d’urgenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Intervistato da BFMTV, Barrot è stato chiaro: "Nulla può giustificare la continuazione delle operazioni militari israeliane in Libano e la sua occupazione sempre più profonda del territorio libanese". rainews +1

Una presa di posizione netta che sottolinea come l’escalation rischi di vanificare i fragili tentativi di pace in atto su un altro fronte, mentre le diplomazie cercano di evitare un allargamento incontrollato del conflitto che tiene in scacco l’intero Medio Oriente. lastampa +1

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.