Eros Ramazzotti finisce in tribunale: il vicino chiede 200mila euro per i danni
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Una vertenza legale, il cui valore è stimato in duecentomila euro, oppone il cantante Eros Ramazzotti a un suo vicino di casa, il quale risiede nell'appartamento situato proprio al di sotto di quello acquistato dall'artista nell'esclusivo quartiere milanese di CityLife. La vicenda, ricostruita dal quotidiano La Verità, ha origine nell'ottobre del 2024, quando Ramazzotti ha formalmente spostato la propria residenza nel nuovo immobile, dando quasi immediatamente il via, secondo quanto sostenuto dagli avvocati della controparte, a una serie di interventi edilizi definiti "inusitati lavori di demolizione". Quei lavori, proseguiti nonostante i primi evidenti segni di cedimento, avrebbero provocato, a detta del vicino, il crollo del plafone del suo appartamento, rendendolo di fatto inagibile e costringendolo a vivere fra le macerie per oltre un anno. La posizione del cantante, che attraverso i suoi legali ha sempre respinto le accuse, appare ora destinata a essere esaminata in sede giudiziaria, dopo il formale deposito dell'atto di citazione.
Le ragioni del contenzioso
Paolo Rossi, revisore dei conti di Genova, è il vicino che ha sporto denuncia. La sua abitazione, come lui stesso ha dichiarato, ha subito gravissimi danni strutturali a causa delle opere intraprese al piano superiore, le quali, a suo dire, non si sarebbero limitate a una semplice ristrutturazione ma avrebbero comportato una pesante attività demolitoria, tale da minare la staticità dei solai. "Ramazzotti mi ha distrutto casa ma ora si rifiuta di pagare i danni", ha affermato Rossi, il quale, pur condividendo il nome con un celebre calciatore, conduce una vita ben lontana dai riflettori e che oggi si vede costretto a un'azione legale per vedersi riconosciuto un risarcimento. I suoi legali, Fabio Lepri e Salvatore Pino, hanno pertanto presentato una richiesta di risarcimento del valore di 200mila euro, quantificando in quella somma non solo i danni materiali, immediatamente visibili, ma anche quelli indiretti, come l'impossibilità di usufruire dell'immobile.
La dinamica dei fatti
La sequenza degli eventi, così come emerge dalle dichiarazioni rese, indica che i lavori nell'appartamento di Ramazzotti procedettero senza interruzioni, nonostante i ripetuti allarmi lanciati dal signor Rossi, il quale avrebbe segnalato per tempo la pericolosità delle operazioni in corso. L'impresa edile incaricata dal cantante, infatti, avrebbe proseguito nelle sue attività anche dopo la comparsa di lesioni e distacchi di intonaco nell'appartamento sottostante, fino a determinare, stando alla ricostruzione dell'uomo, il crollo vero e proprio di parte del soffitto. Un episodio, questo, che ha trasformato la sua casa in un cantiere a cielo aperto, obbligandolo a continui spostamenti e a sostenere spese non previste, mentre la controparte, secondo la sua versione, si mostrava poco propensa a trovare una soluzione bonaria e a farsi carico delle conseguenze.
Il percorso giudiziario
La materia del contendere, dunque, è approdata in tribunale, dove un giudice dovrà stabilire le effettive responsabilità e l'entità del danno subito. La parte attrice, rappresentata dai suoi avvocati, ha già depositato tutta la documentazione tecnica necessaria a supporto della propria tesi, inclusi perizie e fotografie che testimoniano lo stato dell'immobile. D'altro canto, la difesa di Ramazzotti avrà modo di presentare le sue controdeduzioni e le sue perizie, nel quadro di un procedimento che si annuncia tecnico e articolato. La vicenda, al di là delle cifre ingenti in ballo, solleva questioni di più ampio respiro riguardanti i rapporti di buon vicinato in contesti condominiali di pregio e i limiti entro i quali devono essere condotti lavori edilizi che potrebbero compromettere la quiete e la sicurezza degli altri condòmini.




