Tenta il rapimento di una bambina di un anno e mezzo all’Esselunga di Bergamo: l’aggressore, un cittadino rumeno senza fissa dimora, è stato arrestato. La piccola, strattonata con violenza mentre era per mano alla madre, ha riportato la frattura del femore, ma ora è stata dimessa e si trova a casa. Decisivo l’intervento del padre e dei passanti, che hanno bloccato l’uomo in attesa della polizia.
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Redazione Interno
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L’allarme è scattato intorno alle tredici di sabato 14 febbraio, all’interno del supermercato Esselunga di via Corridoni, un’ora in cui il via vai di clienti è piuttosto sostenuto e nessuno, verosimilmente, si aspetterebbe di assistere a una scena di violenza inaudita. Una famiglia, composta da entrambi i genitori e dalla loro figlioletta di appena diciotto mesi, stava per varcare la soglia d’uscita dopo aver fatto la spesa, quando si è trovata di fronte l’uomo che, nel frattempo, stava entrando. In un lampo, senza che vi fosse stato alcun tipo di scambio o di contatto visivo preliminare, il cittadino rumeno – un quarantasettenne (alcune fonti riportano trentasettenne) senza fissa dimora e, stando a quanto emerso dai primi accertamenti, incensurato – si è avventato sulla piccola. L’ha afferrata con decisione per le gambe, tentando con tutte le sue forze di strapparla via dalla presa della madre, che in quel momento la teneva per mano.
La donna, come hanno poi ricostruito gli investigatori della Squadra mobile anche grazie alla visione dei filmati di sorveglianza, non ha mollato la presa, opponendo una resistenza disperata mentre veniva trascinata per alcuni metri. Le sue urla hanno immediatamente attirato l’attenzione del marito, il quale, gettato via il carrello della spesa, si è lanciato contro l’aggressore per bloccarlo. A lui si sono prontamente uniti alcuni clienti presenti e gli addetti alla vigilanza del punto vendita, che sono riusciti a immobilizzare il malvivente e a tenerlo a terra fino all’arrivo di una volante della Polizia di Stato, sopraggiunta in pochi minuti. Solo in quel momento, nella concitazione generale, ci si è accorti delle condizioni della bambina: la violenza dello strattone le aveva procurato la frattura del femore, una lesione seria per una creatura così piccola. Sul posto, nel frattempo, una dottoressa che si trovava casualmente a fare la spesa ha prestato le prime cure alla piccola e alla madre, visibilmente sotto choc.
Le indagini e l’arresto per sequestro di persona aggravato
Una volta riportata la calma, gli agenti hanno accompagnato il cittadino rumeno in Questura per gli accertamenti del caso. La Procura, coordinando le indagini, ha disposto l’analisi minuziosa delle immagini registrate dalle telecamere di sicurezza interne ed esterne al supermercato: una documentazione visiva che ha confermato in modo inconfutabile la dinamica descritta dai testimoni e l’efferatezza dell’azione. Parallelamente, la piccola è stata trasportata d’urgenza all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dove i medici, dopo averle diagnosticato la frattura al femore, le hanno ingessato la gamba e l’hanno tenuta in osservazione per il tempo necessario. Le sue condizioni, pur nella gravità dell’accaduto, non hanno mai destato particolari preoccupazioni per la prognosi vitale e, una volta superato lo choc, le è stato consentito di fare ritorno a casa insieme ai genitori.
Al termine degli accertamenti in Questura e sulla base di un quadro probatorio già solido, l’uomo è stato tratto in arresto con le accuse di tentato sequestro di persona aggravato, reato che prevede una pena più severa in quanto commesso ai danni di un minore di quattordici anni, e di lesioni personali aggravate. L’Autorità Giudiziaria, condividendo l’impianto accusatorio, ne ha disposto la traduzione nel carcere di Bergamo, dove rimarrà in custodia cautelare in attesa dell’udienza di convalida. Gli inquirenti hanno escluso, almeno per il momento, che l’arrestato avesse precedenti rapporti con la famiglia della vittima o che frequentasse abitualmente la zona: pare fosse a Bergamo da pochi giorni e non risultano suoi trascorsi con le forze dell’ordine, circostanza che rende ancora più complessa una lettura immediata del suo gesto, avvenuto apparentemente a caso.
La dinamica ricostruita dalle telecamere e le conseguenze per la bambina
I trenta secondi di terrore, immortalati dalle telecamere a circuito chiuso, mostrano con chiarezza la sequenza dei fatti: l’incrocio tra la famiglia in uscita e l’uomo in entrata, l’improvviso e violento tentativo di afferrare la piccola e il concitato “tira e molla” tra l’aggressore e la madre, con quest’ultima caduta a terra durante la colluttazione. Un cliente, testimone diretto della scena, ha raccontato alla stampa locale di aver sentito le urla strazianti della donna, un grido che ha squarciato la routine di un sabato pomeriggio qualunque. Il padre, la cui reazione immediata è stata considerata provvidenziale, ha letteralmente colpito l’aggressore per fargli mollare la presa, un gesto istintivo di difesa che ha permesso agli altri presenti di sopraggiungere e mettere in sicurezza l’area.
La Procura, nel frattempo, continua a mantenere il massimo riserbo sugli sviluppi investigativi, concentrandosi sulla ricostruzione del profilo dell’arrestato e sulla possibilità di sottoporlo a valutazioni specialistiche, sebbene non risultino al momento patologie psichiatriche certificate a suo carico. L’attenzione mediatica resta alta, ma per fortuna la vicenda, per quanto riguarda le condizioni della piccola, sembra aver trovato un epilogo meno tragico di quanto si potesse temere: la bambina, seppur costretta a portare un ingessatura, è tornata tra le braccia della sua famiglia. L’uomo, al contrario, si trova ora rinchiuso in una cella, in attesa che il giudice per le indagini preliminari decida sulla convalida dell’arresto e sulla richiesta di misura cautelare avanzata dalla pubblica accusa, che difficilmente potrebbe essere meno afflittiva della detenzione, vista la gravità del reato e la tenera età della vittima.




