Dividendi delle banche a febbraio 2026, gli aumenti e il calendario degli stacchi delle cedole
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Redazione Economia
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La pubblicazione dei bilanci relativi all’esercizio 2025, un’attività che impegna in queste settimane i consigli di amministrazione delle società quotate sul Ftse Mib, sta progressivamente chiarito l’entità e la tempistica delle distribuzioni di utili destinate agli azionisti per il 2026. È il comparto del credito, come da tradizione consolidata nei mercati, a muoversi con maggiore compattezza nella comunicazione al mercato delle proposte di dividendo – proposte che attendono ora il vaglio delle assemblee dei soci – delineando un panorama fatto di cedole in molti casi in crescita e di un calendario che addensa i propri appuntamenti principali attorno alla fine di aprile e alla seconda metà di maggio. La tornata dei dividendi 2026 si preannuncia generosa, trainata dalla performance del sistema bancario italiano, e vede emergere cifre e date ormai definitive per la maggior parte dei grandi istituti.
Il calendario di fine aprile e il ruolo di Unicredit
Il primo blocco di stacchi significativi, quello che tradizionalmente apre la stagione primaverile delle cedole, è stato fissato in larga parte per il 22 aprile 2026 [dati della notizia]. In questa data convergono le distribuzioni di Mps, con un dividendo unitario di 0,86 euro, e di Banco Bpm, che ha messo a bilancio una cedola da 1 euro per azione. Assieme a loro, sempre il 22 aprile, staccheranno la cedola Mediobanca, con 0,63 euro, e il colosso guidato da Andrea Orcel, Unicredit. Proprio quest’ultimo istituto, che si conferma il player più generoso dell’intero listino in termini di remunerazione degli azionisti, porta a casa una cedola complessiva di 3,1487 euro per azione; cifra, questa, che rappresenta il totale lordo comprensivo dell’acconto di 1,4282 euro distribuito già nel novembre del 2025 e del saldo di 1,7205 euro proposto ora dal cda a valere sul bilancio 2025, un ammontare che complessivamente assorbe risorse per 2,29 miliardi di euro [dati della notizia]. Accanto a questi grandi nomi, il calendario del 22 aprile vede anche Banca Mediolanum, che ha fissato il proprio stacco a 1,25 euro.
Le distribuzioni di maggio e le conferme degli istituti
Aprile lascerà spazio, nel mese successivo, a un’ulteriore ondata di stacchi che coinvolge altri pilastri del sistema creditizio nazionale. È il caso di Intesa Sanpaolo, la cui pratica segna per il 18 maggio la data di stacco del dividendo ordinario – fissato in 0,376 euro per azione – con pagamento previsto, salvo modifiche dell’ultima ora, il successivo 20 maggio [dati della notizia]-6. La medesima data del 18 maggio, stando alle comunicazioni ufficiali diffuse dalle società, è stata indicata anche da Bper Banca per lo stacco della cedola, sebbene il consiglio di amministrazione dell’istituto modenese sia chiamato a formalizzare la proposta di dividendo – attualmente quantificata in 0,65 euro – solo dopo l’approvazione del bilancio e della destinazione dell’utile, passaggio fissato per l’11 marzo e che troverà ratifica nell’assemblea del 23 aprile -4-9. FinecoBank, invece, ha già annunciato ufficialmente un dividendo annuale di 0,79 euro per azione, che sarà pagato a partire dal 20 maggio, con data di stacco fissata al 18 maggio -5. Allo stesso 20 maggio, stando alle comunicazioni agli analisti e al mercato, è agganciato anche lo stacco di Intesa Sanpaolo, mentre il 21 maggio è la data prescelta per la cedola di Bper e il 20 maggio per quella di Finecobank, creando una fitta sequenza di appuntamenti per gli investitori.
Le strategie distributive e l’impatto sui bilanci
L’analisi delle singole politiche di remunerazione evidenzia un trend rialzista piuttosto marcato per diversi istituti, che si traduce in un ritorno di liquidità non indifferente per i portafogli azionari. Unicredit, come detto, mantiene la propria leadership in termini di cedola unitaria, ma colpisce anche l’entità degli importi messi in pagamento da Banco Bpm e da Banca Popolare di Sondrio – quest’ultima con 0,8 euro per azione – che testimoniano una solidità patrimoniale tale da consentire distribuzioni superiori alla media storica del settore [dati della notizia]. A margine di queste distribuzioni dirette, va poi considerato il peso che le partecipazioni incrociate e le grandi detenzioni azionarie esercitano sui conti delle stesse banche. Unicredit, che risulta azionista di rilievo della tedesca Commerzbank con una quota che sfiora il 26 per cento del capitale, è destinata a incassare dal solo dividendo dell’istituto d’Oltralpe cifre comprese tra i 380 e i 438 milioni di euro per l’esercizio in corso; una voce che, grazie al metodo del consolidamento a patrimonio netto, potrebbe tradursi in un contributo al bilancio 2026 della banca italiana superiore agli 850 milioni di euro, rafforzando ulteriormente la già robusta capacità distributiva del gruppo -2-7.
Le tappe societarie e i meccanismi operativi per gli investitori
L’iter che conduce al pagamento delle cedole segue, per tutte le società menzionate, un percorso cadenzato da precisi adempimenti formali. Le proposte avanzate dai consigli di amministrazione – come quelle relative a Bper, o la stessa cedola saldo di Unicredit – verranno sottoposte al giudizio delle assemblee ordinarie degli azionisti, convocate per lo più tra la fine di aprile e l’inizio di maggio; è in quelle sedi che l’entità del dividendo e la relativa data di stacco ricevono l’approvazione definitiva, trasformandosi da proposta in delibera vincolante -4-6. Sul fronte operativo, la prassi di Borsa Italiana rimane invariata: il diritto alla percezione del dividendo matura esclusivamente per coloro che risultano possessori del Titolo al momento dell’apertura delle contrattazioni nel giorno fissato per lo stacco della cedola (cosiddetta data ex-dividendo). Ciò implica che l’acquisto delle azioni deve avvenire entro il venerdì precedente, nel caso in cui lo stacco cada di lunedì; viceversa, chi vende il titolo il giorno stesso dello stacco conserva integro il diritto all’incasso, mentre lo perde se l’operazione di vendita viene eseguita nel corso della seduta antecedente -3.




