Rabiot contro il PSG: "La classe non si compra"
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Redazione Sport
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Adrien Rabiot, centrocampista dell’Olympique de Marseille, ha scatenato un putiferio mediatico dopo il suo ritorno al Parco dei Principi, stadio che lo ha visto crescere come calciatore sotto le ali del Paris Saint-Germain. La partita, che ha visto il PSG imporsi sul Marsiglia e avvicinarsi a un passo dal titolo di Ligue 1, è stata però oscurata dalle polemiche extra-campo. Rabiot, bersagliato da fischi e insulti da parte della tifoseria parigina, ha reagito con durezza, prendendo di mira non solo i sostenitori ma anche il presidente del club, Nasser Al-Khelaifi.
"Insultare una madre e un padre defunto… Un giorno tutto deve essere pagato. Non ti porterà in paradiso. Credimi", ha dichiarato Rabiot, in un’intervista carica di rabbia e amarezza. Il giocatore, che ha iniziato la sua carriera proprio al PSG nel 2012, ha aggiunto: "Nasser, puoi avere tutti i soldi del mondo e anche di più, ma la classe non si può comprare". Una frase che suona come un attacco diretto alla politica del club parigino, spesso accusato di puntare più sul portafoglio che sui valori sportivi.
La tensione, già alta da settimane, è esplosa durante la partita, con striscioni offensivi rivolti non solo a Rabiot ma anche a sua madre, Véronique, che oltre a essere una figura chiave nella sua carriera, gestisce i suoi interessi professionali. "Anche Al-Khelaïfi ha responsabilità sugli striscioni. Nessuno parla, hanno paura del PSG", ha denunciato Véronique, sottolineando un clima di intimidazione che, a suo dire, circonda il club.
Il PSG, dal canto suo, ha preferito non alimentare ulteriormente la polemica, limitandosi a concentrarsi sul successo sportivo. La vittoria contro il Marsiglia, infatti, ha praticamente chiuso la corsa al titolo, con i parigini che vantano un vantaggio di 19 punti in classifica. Con due punti nelle ultime otto giornate, il PSG si appresta a conquistare il suo undicesimo scudetto in tredici anni, il quarto consecutivo.
La partita, però, resterà nella memoria non tanto per il risultato sportivo quanto per il clima surriscaldato che l’ha accompagnata. Rabiot, che ha lasciato il PSG nel 2019 dopo un rapporto sempre più teso con la dirigenza, ha dimostrato di non aver dimenticato le ferite del passato. Il suo ritorno al Parco dei Principi, invece di essere un momento di riconciliazione, si è trasformato in un’occasione per riaprire vecchie polemiche, in un contesto in cui il calcio sembra spesso perdere di vista i suoi valori più autentici.




