Messi e la foto con Yamal neonato: «Una follia, ora ci giochiamo un Mondiale»
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Redazione Sport
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Tra i momenti più attesi del Fanatics Fest di New York, l'evento che ha riunito alcune delle più grandi leggende dello sport in vista della finale mondiale, c'è stato spazio anche per un tuffo nel passato. Sul palco, a ripercorrere la storia di uno scatto diventato ormai iconico, c'era Lionel Messi, interpellato da Tom Brady sulla celebre fotografia che lo ritrae insieme a un neonato Lamine Yamal.
Una circostanza che la sorte, con il suo inconfondibile senso della scena, ha trasformato in una delle narrazioni più affascinanti di questi Mondiali 2026, quelli che domani incoroneranno la nuova campione del mondo tra Argentina e Spagna.
La storia dello scatto che sembra una profezia
La genesi di quella fotografia, che il web ha reso virale nell'estate del 2024 e che oggi campeggia su tutte le testate sportive, risale al 2007. Allora, il Barcellona, sponsorizzato dall'Unicef, partecipò alla realizzazione di un calendario benefico. Le famiglie che negli anni precedenti avevano avuto contatti assistenziali con l'organismo dell'Onu furono sorteggiate, e tra queste venne estratta proprio quella del piccolo Lamine, che all'epoca aveva appena cinque mesi.
Il compito di posare con il bambino toccò a un giovanissimo Lionel Messi, ventenne e già considerato un fenomeno, che per l'occasione si ritrovò a fare il bagnetto al futuro talento spagnolo in una vaschetta di plastica all'interno degli spogliatoi del Camp Nou.
«Pura locura»: il commento di Messi
Quasi due decenni dopo, quelle due vite destinate a incrociarsi in uno scatto per beneficenza si ritrovano una di fronte all'altra per contendersi il titolo più importante del calcio mondiale. Lo stesso Messi, nel corso dell'intervista a New York, ha ammesso tutta la sua incredulità di fronte a questa coincidenza: «La verità è che quella fotografia è una locura, una follia. Ho scattato una foto con lui quando era un bambino e ora ci ritroviamo ad affrontarci in una finale del Mondiale».
L'argentino, che con la selezione albiceleste cerca la conferma del titolo vinto quattro anni fa in Qatar, non ha nascosto la difficoltà di una sfida che va oltre il semplice valore tecnico, definendo l'immagine come qualcosa di davvero incredibile per le implicazioni che ha assunto col tempo.
Parole di stima e il legame con il Barcellona
Nonostante l'importanza della posta in palio, Messi ha speso parole di grande stima per il giovane avversario, dimostrando che l'ammirazione calcistica può andare oltre la rivalità. «Lamine è un giocatore straordinario, lo seguo moltissimo perché gioca nel club che amo e a cui auguro sempre il meglio» ha dichiarato il capitano argentino, riferendosi chiaramente al Barcellona, la squadra che li ha visti entrambi crescere e diventare leggende.
L'argentino ha poi aggiunto: «A 19 anni è già uno dei più forti al mondo, ha tutta la carriera davanti e una grande opportunità di fare qualcosa di storico. Noi, però, daremo il massimo affinché non sia questa volta». Una promessa che sa tanto di sfida generazionale, quella tra il campione che ha segnato un'era e il talento che è chiamato a raccoglierne l'eredità.
Yamal e il sogno di una finale
E se Messi fatica a crederci, anche Lamine Yamal, da parte sua, aveva già immaginato un epilogo simile. Qualche giorno prima della finale, il giocatore spagnolo aveva commentato la foto mostratagli da un intervistatore con un sorriso e un auspicio preciso: «Diciamo che sono cresciuto un po', e pure Leo... Se può essere la foto della finale Mondiale? Magari».
Un desiderio che si è puntualmente avverato, trasformando quella fotografia, che per anni è rimasta forse solo un ricordo nella cameretta di famiglia, nel manifesto ideale di un passaggio di consegne che potrebbe scrivere una pagina indelebile della storia del calcio.




