Carabiniere ucciso, chi era Michele Mastropietro: la vita del bandito morto nella sparatoria
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Redazione Interno
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Michele Mastropietro, 59 anni, nato a Carosino in provincia di Taranto, è morto ieri nel conflitto a fuoco con la Polizia dopo una fuga seguita all’agguato in cui perse la vita il brigadiere capo Carlo Legrottaglie. La sua carriera criminale, costellata di rapine e violenze, aveva già un precedente particolarmente cruento: l’assalto a un portavalori, che nel 2015 gli era costato l’arresto insieme a tre complici. Quell’operazione, condotta dalla Polizia di Taranto, aveva portato alla luce una serie di colpi messi a segno nella provincia, rivelando un modus operandi spregiudicato e violento.
Proprio a Mastropietro, infatti, viene attribuito l’omicidio di Legrottaglie, ucciso durante un’operazione di controllo che si è trasformata in un agguato. I carabinieri, dopo la tragedia, gli hanno reso omaggio con un minuto di silenzio davanti ai comandi provinciali, mentre le sirene delle volanti pugliesi risuonavano in segno di rispetto. Un gesto che ha unito le forze dell’ordine nel ricordo di un collega caduto in servizio.
Accanto a Mastropietro, finito nel mirino delle indagini anche Camillo Giannattasio, 57 anni, originario di Carosino e fratello di un poliziotto in pensione. Per molti residenti di San Giorgio Ionico era solo un commerciante tranquillo, titolare di una ferramenta, lontano dall’immagine del criminale. Eppure, oggi è indagato per omicidio nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Legrottaglie, oltre che per tentato omicidio e resistenza a pubblico ufficiale per la fuga che ha portato alla cattura e alla morte del complice.




