Manifestazione per Fakir. Mille in corteo a San Babila e slogan contro la polizia

I primi manifestanti iniziano a palesarsi poco prima delle 18 di ieri, in risposta a una convocazione circolata via social dalla tarda serata di lunedì con il manifesto "Giustizia e verità per Abderrahim Fakir", il quarantaduenne marocchino morto nella tarda mattinata di domenica al quartiere Pilastro di Bologna durante un intervento di due agenti delle Volanti. Il ritrovo programmato è in largo 11 Settembre, a un centinaio di metri dalla sede della Prefettura: il doppio sbarramento di transenne e i blindati sbarrano la strada a eventuali blitz verso Palazzo Diotti, con uno schieramento identico sul lato di via Visconti di Modrone. (Il Giorno)

La notizia riportata su altre testate

Non accettiamo che la memoria di mio zio venga macchiata da questi fatti. Non siamo assolutamente d'accordo con queste forme di reazioni. (Il Gazzettino)

La strada è stata spianata mano mano alla tensione, che alla fine è sfociata negli scontri con la polizia, che si è servita anche di idranti (video) per disperdere la folla . Ma poi con l’arrivo un centinaio tra antagonisti e collettivi, la piazza è stata aizzata al grido di “assassini” e “via lo scudo penale”, scandendo “tutto il mondo odia la polizia”. (Il Resto del Carlino)

“Quelle scene non c'entrano con la ricerca della verità. Ci dissociamo”. (RaiNews)

Informativa, Bignami: "Tutti vogliamo la verità. Ma la sinistra è allergica alle divise e continua a fare da paravento ai centri sociali" (video)

«Inaccettabile» scrive sui social, riferendosi all’accaduto. «Sul decesso di Abderrahim Fakir è doveroso che vengan… (la Repubblica)

Un nuovo video, girato da un residente del quartiere e pubblicato in esclusiva dal TgLa7, aiuta a chiarire ulteriormente la dinamica dei fatti che hanno preceduto l'intervento della Polizia su Abderrahim Fakir, il 43enne morto per "malore" mentre gli agenti cercavano di "contenerlo" al quartiere Pilastro di Bologna, dopo alcune segnalazioni pubbliche. (Il Giornale d'Italia)

Lepore si dimetta (Secolo d'Italia)