Torino-Napoli, un derby di ex e di sentimenti tra i dubbi di Conte
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Redazione Sport
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La sfida tra Torino e Napoli, in programma alle 18 per la settima giornata di Serie A, si profila come un incrocio di storie personali e di dilemmi tecnici, con Gian Piero Ventura, seduto in tribuna, a fare da spettatore d'eccezione in uno stadio che emotivamente gli appartiene. Lasciandosi andare sui sediolini, l'allenatore può starsene adagiato su se stesso, ripensando al bel tempo che fu, a un Torino che gli ha dato tanto e a un Napoli dove, come egli stesso ricorda, non riuscì come avrebbe voluto, in un'ora e mezza in cui specchiarsi in due epoche così distanti che tuttavia hanno inciso profondamente nell'album dei suoi ricordi.
I dubbi in casa azzurra: porta e centrocampo
Sul fronte tecnico, Antonio Conte, che martedì condurrà i suoi nei Paesi Bassi per la delicata visita al Psv in Champions League e il sabato successivo ospiterà l'Inter nella sfida scudetto, deve affrontare il consueto, annoso dubbio tra i pali, dove è un ballottaggio tra Milinkovic e Meret, ciascuno dei quali ha i suoi sostenitori. A centrocfield, poi, la scelta è altrettanto complessa e si gioca tra l'esperienza di McTominay, che ha recentemente spezzato l'incantesimo del gol in Nazionale e nel cui bagaglio c'è il ricordo della rete decisiva segnata proprio al Toro la scorsa stagione, e le qualità di Elmas, che cercano uno spazio di maggiore continuità.
Le incognite granata e il ruolo degli ex
Dall'altra parte, mister Baroni, che definisce la gara "delicata per i granata", valuta la possibilità di schierare nuovamente la difesa a tre, una soluzione che comporterebbe l'adattamento di Tameze, qualora non riuscisse a recuperare in extremis Ismajli, il quale tenterà di forzare il rientro durante la rifinitura. Sulle fasce sono pronti a agire Pedersen e Nkounkou, senza che perda quota la candidatura di Lazaro, mentre a centrocampo la terna dovrebbe essere composta da Vlasic, Casadei e Asllani. In attacco, accanto a Simeone, il ballottaggio è tutto tra Adams e Ngonge, con il primo che potrebbe avere la meglio. La partita, scrive Monica Scozzafava, è un concentrato di ex e di sentimenti: da Buongiorno e Milinkovic Savic, che sono nel cuore dei tifosi, a Elmas; dall'altra parte, Ngonge e soprattutto il Cholito, che aggiungono un ulteriore livello di pathos a una contesa già di per sé carica di significati.
Un confronto oltre il risultato
Quella che si disputerà al stadio di Torino, dunque, non è una semplice partita di campionato, ma un confronto esclusivamente statistico su quelle due esistenze, comunque le sue, che Ventura non può perdere, un intreccio di carriere e di emozioni che va ben oltre i tre punti in palio e che si consuma in un periodo fitto di impegni per i campani, i quali, giocando ogni tre giorni, affrontano un logorio fisico e mentale non indifferente.




