La favola di Curaçao e il suo (ex) gigante della Juve

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Un’isola caraibica di poco più di 155mila abitanti, parte del Regno dei Paesi Bassi da quel lontano 2010 quando venne sciolta la federazione delle Antille Olandesi, ha scritto una delle pagine più sorprendenti del calcio recente. Curaçao si è qualificata per la prima volta alla fase finale di un Mondiale, diventando di fatto – o meglio, in base ai freddi dati demografici – il Paese meno popoloso mai riuscito nell’impresa di raggiungere l’ambito palcoscenico.

Una nazionale giovanissima, fondata nella stessa data in cui l’isola acquisiva lo status di paese autonomo, e guidata da un tecnico olandese di lungo corso, capace di plasmare un gruppo composto quasi interamente da calciatori di chiare origini o provenienze dai campionati dei Paesi Bassi.

Se la qualificazione rappresentava già un miracolo sportivo e logistico, data l’estensione territoriale di soli 444 chilometri quadrati e la posizione al largo della costa venezuelana, il debutto nella competizione iridata ha regalato un’emozione ben più grande: il primo storico gol, firmato da un ragazzo che fino a poco tempo fa giocava nei dimenticati campi della Serie C italiana.

L’eroe inaspettato che arriva dalla Serie C

Per chi segue le peripezie dei Mondiali di calcio, ma allo stesso tempo ha un debole per le sorti dei campionati minori italiani – magari quelli della terza serie – il nome del calciatore entrato nella storia della manifestazione non è poi così sconosciuto. Livano Comenencia, questo il nome dell’autore della rete che ha permesso alla piccola isola caraibica di impattare momentaneamente contro la Germania (poi finita 4-1 per i tedeschi), ha un passato recente che sa molto di lucchese e di bianconero.

Nonostante la nazionale caraibica sia stata letteralmente travolta dai pluricampioni del mondo, il gol del momentaneo pareggio resterà negli archivi come una gemma. Il centrocampista, classe 2004, originario dell’Olanda ma di chiare radici caraibiche, ha vestito per due stagioni la maglia della Juventus Next Gen, la squadra Under 23 che milita nel girone di Serie C.

In particolare, fu avversario della Lucchese, giocando al Porta Elisa, l’impianto toscano che nulla ha a che vedere con la sontuosità degli stadi mondiali ma che rappresenta il crogiolo dove si forgiano tanti giovani talenti prima del grande salto.

Da Torino alla ribalta mondiale quasi per caso

La storia che ha portato Comenencia a calpestare il prato più famoso del pianeta è, a suo modo, curiosa e intrisa di quella casualità che spesso contraddistingue le favole sportive. Il ragazzo arrivò alla Juventus nel lontano 2023, spinto dalla necessità di trovare spazio dopo esperienze nei settori giovanili olandesi. Per due anni ha militato nella Next Gen in Serie C, un campionato duro e fisico che gli ha permesso di guadagnare persino la fiducia di Massimiliano Allegri, il quale lo fece accomodare in prima squadra in qualche occasione.

Nonostante la vetrina del club, la carriera sembrava essersi arenata nelle sabbie mobili del calcio minore, fino alla scelta di tentare l’avventura in Svizzera. Ed è lì, o meglio, era lì a Torino, che il destino gli ha giocato lo scherzo più bello. Comenencia era nella sua casa, probabilmente a riposare dopo un estenuante allenamento con l’Under 23, quando scrollava annoiato il telefono come tante altre volte.

Poco prima della convocazione, neppure lui credeva davvero di poter arrivare fino in fondo; la convocazione ai Mondiali è arrivata quasi per scherzo o almeno, così aveva creduto fino a quando non si è ritrovato a tu per tu con Neuer e la difesa tedesca.

Il primo storico gol tra i giganti

Quando Comenencia ha depositato il pallone in rete, complice un’azione confusa e un guizzo da attaccante navigato, non ha solo realizzato il gol meno atteso del torneo. Ha regalato l’emozione più grande a un intero popolo di pescatori e commercianti, quelli che abitano Willemstad, la capitale dai colori pastello patrimonio dell’UNESCO. Per un ragazzo nato nei freddi Paesi Bassi ma cresciuto nei vicoli assolati di Curaçao – o almeno nello spirito di quell’isola – quello è stato il coronamento di un percorso anomalo.

Se la Germania dei quattro titoli mondiali si aspettava una passeggiata, la difesa teutonica ha dovuto fare i conti con l’orgoglio di una nazionale che non aveva nulla da perdere. Oggi, Comenencia è l’eroe di quella spedizione, un simbolo vivente di come il calcio moderno, fatto di rotazioni e mercato globale, possa restituire soddisfazioni inaspettate. Non si tratta più del calciatore della Juventus Next Gen che affrontava trasferte difficili tra nebbia e campi pesanti; il suo nome è scolpito nella pietra come il primo marcatore di Curaçao nella storia dei Mondiali.

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