La rivoluzione dell'Inter affidata a Chivu, tra addii annunciati e una nuova identà

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L'Inter di Cristian Chivu, dopo un avvio di stagione incoraggiante che la vede saldamente in vetta alla classifica, si prepara a una profonda rifondazione tecnica e anagrafica, un processo che, stando a quanto trapela, sarà guidato con pieni poteri dallo stesso allenatore rumeno il cui lavoro è stato fin qui giudicato positivamente dalla proprietà. La squadra che vinse sotto la guida di Simone Inzaghi, infatti, è destinata a cambiare volto in maniera sostanziale a partire dalla prossima estate, quando molti dei cosiddetti senatori, pilastri di quell'era, lasceranno il club.

I grandi nomi sull'uscio: dal portiere al centrocampo

Il turnover coinvolgerà, com'è prevedibile, diversi reparti: tra i portieri, Yann Sommer è in scadenza di contratto, mentre in difesa Francesco Acerbi e Matteo Darmian, insieme al compagno Stefan de Vrij che potrebbe però anticipare i tempi della partenza, si avviano verso l'addio. Un discorso a parte, per importanza e rendimento attuale, merita Hakan Calhanoglu, il cui futuro appare ancora tutto da scrivere nonostante le sue prestazioni determinanti, con sette reti e tre assist, che hanno trainato la squadra. Il centrocampista turco, pur essendo un perno di questo inizio di era Chivu, potrebbe essere tentato dall'idea di regalarsi un ultimo contratto importante nella sua patria, forse al Galatasaray, anche se le parti non escludono del tutto la possibilità di un prolungamento a Milano. A loro si aggiunge, con motivazioni diverse, Davide Frattesi: il calciatore, pur non essendo annoverabile tra i senatori, sembra intenzionato a cercare altrove quella continuità di impiego che all'Inter non ha mai trovato.

La filosofia e il mandato del tecnico rumeno

La scelta di puntare su Chivu, quindi, non si limita alla semplice panchina ma si trasforma in un progetto di medio-lungo periodo al quale il club intende dare piena fiducia, affidandogli il non facile compito di plasmare una nuova identità. La proprietà, volendo costruire qualcosa di solido attorno alla figura del tecnico, gli ha implicitamente conferito il mandato di svecchiare l'organico, puntando su un mix di giovani promesse e giocatori nel pieno della maturità che possano incarnare il suo disegno di gioco. Si delinea, insomma, una transizione programmata e forse necessaria, che mira a coniugare i risultati immediati – la squadra è attualmente prima – con la costruzione di un ciclo nuovo, dove i nomi del passato recente lasceranno spazio a nuovi protagonisti selezionati in linea con la visione dell'allenatore.

Il futuro senza certezze e il lavoro da compiere

Manca ancora tantissimo, è ovvio, per tirare le somme di questa operazione e il mercato in entrata sarà cruciale per comprendere la direzione esatta che prenderà il club. Quello che è certo è che l'Inter si appresta a vivere un'estate di grandi cambiamenti, dove le uscite di giocatori chiave e molto influenti nello spogliatoio dovranno essere gestite con grande attenzione per non perdere il prezioso equilibrio trovato in campo. Il lavoro di Chivu e della dirigenza, da qui a giugno, sarà proprio quello di preparare il terreno per questa rivoluzione silenziosa ma inesorabile, cercando di mantenere la competitività della squadra mentre se ne rinnova profondamente l'ossatura.

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