La Farnesina organizza il ponte aereo per il rientro degli italiani dal Medio Oriente, in arrivo 200 studenti da Abu Dhabi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Prosegue senza sosta l’operazione avviata dalla Farnesina per riportare in Italia i connazionali rimasti bloccati nell’area del Golfo a seguito dell’attacco contro l’Iran, e nella giornata di oggi, 3 marzo, è previsto l’arrivo di un consistente numero di passeggeri, tra cui circa 200 studenti, in larga parte minorenni, che partecipavano a un corso a Dubai e che ora stanno facendo rientro con un volo speciale organizzato dalle autorità emiratine. L’aereo, partito da Abu Dhabi, è diretto a Milano, e il gruppo, come confermato dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, è costantemente assistito dal personale dell’ambasciata italiana ad Abu Dhabi e dal consolato generale a Dubai; tra loro, viaggiano anche alcuni cittadini italiani che si trovano in particolari condizioni di salute, per i quali è stata garantita un’attenzione prioritaria nella fase di imbarco. Nella serata di ieri, intanto, era già atterrato a Roma Fiumicino il primo volo charter, un Boeing 737 operato dalla Oman Air partito da Mascate, con a bordo 127 italiani che erano rimasti bloccati in Oman o che erano stati trasferiti via terra dagli Emirati, e in questo gruppo, come è noto, viaggiavano anche la moglie e i figli del ministro della Difesa, Guido Crosetto, la cui presenza nella regione aveva sollevato un acceso dibattito politico.

Due voli commerciali da Mascate e trasferimenti via autobus per aggirare la chiusura dello spazio aereo

Sempre per la giornata odierna, il ministero degli Esteri ha programmato due voli commerciali speciali da Mascate, in Oman, verso Roma Fiumicino, che porteranno in Italia circa altre 300 persone, mentre un ulteriore volo è già stato calendarizzato per domani, 4 marzo, sempre dalla capitale dell’Oman; si tratta di un meccanismo complesso che prevede anche il trasferimento via autobus dagli Emirati Arabi Uniti verso l’Oman, spostamenti che sono già in corso e che vengono coordinati attraverso le comunicazioni inviate ai connazionali registrati sull’applicazione “Viaggiare Sicuri” o sul portale “Dove siamo nel mondo”. La Farnesina, infatti, ha più volte ribadito l’invito a seguire esclusivamente i canali ufficiali per ogni aggiornamento, data la fluidità della situazione e la necessità di evitare assembramenti o spostamenti autonomi non coordinati, e sta lavorando anche per predisporre un analogo sistema di trasferimento via terra dal Kuwait, dal Bahrein e dal Qatar verso l’Arabia Saudita, al fine di raggruppare i connazionali in punti di partenza sicuri da cui far decollare i voli.

Le testimonianze degli studenti: la paura durante l’allarme e il viaggio via terra verso l’Oman

Tra i passeggeri in attesa di imbarcarsi, c’è anche un gruppo di studenti calabresi del Liceo scientifico “Mattei” di Castrovillari, bloccati a Dubai da sabato scorso, e uno di loro, raggiunto telefonicamente, ha raccontato all’ANSA il sollievo provato alla vigilia della partenza, pur senza voler cantare vittoria, considerata la precarietà della situazione; il ragazzo, Mirko, ha spiegato che il volo era programmato per il primo pomeriggio con arrivo a Milano Malpensa, per poi proseguire verso Lamezia Terme in serata. Nei giorni precedenti, gli stessi studenti avevano descritto momenti di autentica paura, con urla e pianti al suono dell’allarme e la necessità di rifugiarsi in bunker sotterranei, come in una scena da film, e molti di loro, per lasciare Dubai, hanno dovuto organizzarsi autonomamente per raggiungere in auto il confine con l’Oman, un’opzione che ha permesso a decine di connazionali di mettersi in salvo e di imbarcarsi poi sui voli organizzati dalla nostra diplomazia.

Le difficoltà logistiche e il pagamento in contanti dei biglietti

Sul piano logistico, l’operazione si scontra con oggettive difficoltà legate alla chiusura dello spazio aereo per i vettori europei, che non possono operare voli verso quelle aree, e ciò significa che nemmeno ITA Airways può partire dall’Italia, e gli stessi aerei militari, se non schermati, non sono autorizzati a sorvolare le zone calde del conflitto, motivo per cui ci si affida esclusivamente a compagnie di bandiera dei Paesi dell’area del Golfo, come Oman Air ed Etihad. I passeggeri del primo volo atterrato ieri a Fiumicino, tra l’altro, hanno dovuto pagare il biglietto in contanti, una procedura d’emergenza che ha sollevato qualche malumore ma che è stata giustificata dalla necessità di garantire i posti in tempi rapidissimi, senza passare dai consueti circuiti bancari o dalle piattaforme di prenotazione online, e il timore della Farnesina, come dichiarato dallo stesso Tajani, è anche quello di evitare fenomeni di bagarinaggio o truffe a danno dei turisti in difficoltà.

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