Lazio, l'operazione Kennedy e l'incrocio con Mussolini che fa sorridere il web
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Redazione Sport
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Il calciomercato, si sa, è capace di regalare gli accostamenti più impensabili, mescolando cifre, strategie e, qualche volta, anche la storia. L'ultimo caso, che ha fatto il giro del web e delle cronache sportive, parte da una trattativa concreta: la Lazio ha messo nel mirino John Kennedy, attaccante brasiliano del Fluminense. Fin qui, niente di strano. Se non fosse che nello spogliatoio biancoceleste siede già Romano Floriani Mussolini, e l'eventuale arrivo del brasiliano accenderebbe i riflettori su un incrocio onomastico destinato a fare discutere.
L'osservazione, partita dalla rubrica di Alberto Dipollina su Repubblica, ha subito acceso i social: due cognomi che pesano un secolo di storia, Kennedy e Mussolini, potenzialmente fianco a fianco nel logo della Lazio. Un cortocircuito puramente nominale, s'intende, ma che il pallone, ogni tanto, confeziona da solo.
Un centravanti dal nome pesante e dal talento grezzo
Al di là delle suggestioni onomastiche, il giocatore è tutt'altro che una macchietta. John Kennedy Batista de Souza, classe 2002, è un centravanti rapido e brevilineo cresciuto nel settore giovanile del Fluminense, dove è arrivato giovanissimo. Il suo nome, scelto dal padre in omaggio al 35° presidente degli Stati Uniti, è solo l'incipit di una carriera turbolenta e affascinante. Dalle difficoltà dei sobborghi di Novo Horizonte alla consacrazione, passando per momenti di indisciplina che ne hanno messo a rischio il talento.
Il suo anno di svolta è stato il 2023, quando, dopo un prestito "terapeutico" alla Ferroviária che gli ha ridato smalto, è tornato al Fluminense per diventare l'eroe della finale di Copa Libertadores. Il 4 novembre, al Maracanã, entrò all'80' sull'1-1 contro il Boca Juniors e al 99' segnò il gol della vittoria, prima di venire espulso per l'esultanza scatenata in mezzo alla curva.
Un momento di pura epica calcistica che lo ha consegnato alla storia, ma che non ha placato del tutto i suoi demoni: una nuova sospensione e un prestito in Messico al Pachuca sono serviti a maturarlo definitivamente. Oggi, quell'atteggiamento finalmente più professionale lo ha riportato al centro del mercato.
La trattativa: il muro dei 12 milioni e l'offerta della Lazio
La Lazio, che cerca un attaccante con caratteristiche diverse rispetto a quelli già in rosa, ha individuato in Kennedy il profilo ideale per il nuovo corso targato Gennaro Gattuso. Secondo quanto riportato dal giornalista Gianluca Di Marzio, la società biancoceleste ha già mosso i primi passi concreti: la valutazione del cartellino da parte del Fluminense si aggira attorno ai 12 milioni di euro, mentre la prima offerta della Lazio, preparata dal direttore sportivo Angelo Fabiani, si attesta sugli 8 milioni.
Una distanza di quattro milioni che, al momento, rappresenta il principale ostacolo, ma che non sembra insormontabile. La situazione contrattuale del giocatore, in scadenza tra un anno, potrebbe giocare a favore dei capitolini, riducendo il potere contrattuale del club brasiliano. Le sensazioni, stando alle ultime indiscrezioni, sarebbero positive e si potrebbe arrivare a una fumata bianca con un rilancio a metà strada. A spingere verso la Serie A ci sarebbe anche la volontà del giocatore e della sua famiglia, che vedrebbero di buon occhio un trasferimento nella Capitale.
Il nodo del mercato a saldo zero e la strategia di Formello
L'operazione Kennedy, però, si inserisce in un contesto di mercato complesso per la Lazio. L'obbligo di rispettare i parametri del saldo zero impone alla società di fare cassa prima di poter investire cifre importanti. Per arrivare al brasiliano, quindi, sarà probabilmente necessario cedere uno tra Boulaye Dia o Tijjani Noslin. La strategia della dirigenza, dopo un vertice a Formello con il tecnico Gattuso e il presidente Lotito, è chiara: trovare gli innesti giusti per completare la rosa, ma senza stravolgere i conti.
Kennedy è diventato il primo obiettivo per l'attacco, con le alternative come Piccoli e Pinamonti al momento in secondo piano. La trattativa prosegue, quindi, tra le inevitabili difficoltà economiche e la volontà di regalare a Gattuso un attaccante che possa fare la differenza. Un affare che, per ora, si gioca sui numeri e su un'ironia storica che ha già fatto il giro del web.




