Champions League, l'Atalanta affonda sotto i colpi del Bayern e la Premier League perde quattro squadre

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Con la conclusione delle gare di ritorno degli ottavi di finale, disputatesi tra martedì e mercoledì, la Champions League ha salutato le sue ultime sedici, consegnando agli appassionati un tabellone ricco di sfide prestigiose per i quarti, in programma il 7 e l'8 aprile per l'andata e il 14 e 15 per il ritorno. Il verdetto del campo, al di là dei singoli risultati, ha delineato una gerarchia precisa nel calcio continentale, con la Spagna che piazza tre proprie rappresentanti ai quarti e l'Inghilterra che, nonostante partisse con sei squadre, ne vede ora soltanto due ancora in corsa per il sogno europeo. L'Italia, invece, esce di scena completamente, dopo l'ultimo atto firmato Atalanta, travolta senza appello da un Bayern Monaco semplicemente straripante.

La serata dell'Allianz Arena non lascia spazio a recriminazioni per la Dea di Raffaele Palladino, che pure aveva modificato l'approccio alla partita dopo il 6-1 subito all'andata a Bergamo. I nerazzurri, come raccontato dallo stesso tecnico a fine gara, hanno provato a restare più compatti, a concedere meno spazi, ma la superiorità dei bavaresi, guidati in panchina da Vincent Kompany, è emersa in tutta la sua prepotenza fisica e tecnica. Il 4-1 finale di ieri sera, con le firme di Harry Kane – autore di una doppietta che porta il suo score personale nel doppio confronto a quota quattro – di Lennart Karl e di Luis Diaz, fotografa un divario che appare attualmente incolmabile per qualsiasi squadra italiana, come ha amaramente ammesso Palladino parlando di differenze nei ritmi e nella velocità di esecuzione che partono fin dai vivai. La rete di Lazar Samardzic, nel finale, ha solamente attenuato il passivo complessivo di un 10-2 che consegna i tedeschi a un quarto di finale che profuma di classico: quello con il Real Madrid.

L'Inghilterra perde pezzi per strada, la Spagna sorride

Se il cammino dell'Atalanta e della Serie A si è interrotto sotto i colpi del Bayern, il quadro che emerge dalle altre eliminatorie parla di una Premier League ridimensionata, almeno numericamente. Delle sei squadre partite, solo due hanno staccato il pass per i quarti: l'Arsenal, che ha superato con autorità il Bayer Leverkusen, e il Liverpool, capace di una rimonta speculare a quella dello Sporting Lisbona. I Reds, dopo la sconfitta per 1-0 dell'andata a Istanbul, hanno letteralmente travolto il Galatasaray ad Anfield con un perentorio 4-0 firmato Szoboszlai, Ekitike, Gravenberch e Salah, guadagnandosi così un altro quarto di lusso contro i campioni in carica del Paris Saint-Germain. Una resistenza, quella inglese, che si è fermata qui: il Manchester City, nonostante il gol di Haaland, è stato piegato in casa da un sontuoso Real Madrid (2-1 per le merengues ieri, 3-0 all'andata), mentre il Chelsea, dopo il 5-2 patito a Parigi, non è riuscito a ribaltare il punteggio al ritorno, incassando un altro 3-0 dallo PSG. L'egemonia della Premier League, insomma, si è scontrata con la concretezza spagnola e la voglia di rivincita francese.

E a proposito di Spagna, la Liga piazza tre squadre ai quarti, segno di una vitalità che forse in pochi pronosticavano alla vigilia. Il Barcellona ha regolato un combattivo Newcastle con un roboante 7-2, in una partita che ha visto una valanga di gol e che ha messo in luce la vena realizzativa di Lewandowski, autore di una doppietta. Discorso simile per l'Atletico Madrid, che pur perdendo 3-2 sul campo del Tottenham, ha sfruttato il largo vantaggio dell'andata (5-2) per accedere al turno successivo, dove troverà proprio i blaugrana in un derby spagnolo che promette scintille. A completare il quadro dei quarti, oltre al già citato Real Madrid-Bayern e a PSG-Liverpool, c'è la sfida tra l'Arsenal e lo Sporting Lisbona.

La rimonta storica dello Sporting, record di gol nel turno

E proprio i portoghesi dello Sporting sono gli autori di una delle imprese più memorabili di questi ottavi, una rimonta che profila i contorni dell'epica sportiva. Sconfitti per 3-0 all'andata in Norvegia dal Bodo/Glimt, squadra rivelazione che aveva eliminato l'Inter ai playoff, i lusitani sono riusciti nell'impresa di ribaltare il risultato al José Alvalade. Dopo i tempi regolamentari, chiusi sul 3-0 con reti di Inacio, Goncalves e Suarez su rigore, la partita è proseguita ai supplementari, dove Araujo e Nel hanno completato l'opera per un 5-0 finale che vale una storica prima qualificazione ai quarti di finale. Un risultato che, al netto della qualità delle rose, conferma come il fattore campo e la determinazione possano ancora scrivere pagine importanti in questa competizione.

Il dato complessivo, però, che balza agli occhi è quello realizzativo: in questi sedici match di andata e ritorno, le reti segnate sono state ben 68, un record assoluto nell'era Champions League che supera il precedente primato di 62 gol stabilito nella stagione 2016. Un dato che, peraltro, supera anche il vecchio record della Coppa dei Campioni del 1959-60, quando le squadre segnarono 64 reti. Un trend che il nuovo format della competizione sembra aver esaltato, portando in dote partite spesso sbilanciate e punteggi tennistici, come dimostrano i 10-2 complessivi del Bayern sull'Atalanta, gli 8-3 tra PSG e Chelsea, o gli 8-2 tra Barcellona e Newcastle. Una vera e propria valanga di gol che ha caratterizzato un turno di ottavi tutt'altro che banale, nonostante qualche accoppiamento sulla carta scontato.

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