Gallipoli, la discoteca Praja in vendita: la decisione dopo il no alla riapertura
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Redazione Interno
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Il provvedimento che disponeva la chiusura per quindici giorni, scattato l'8 agosto su ordinanza del questore di Lecce, aveva già rappresentato un colpo durissimo per uno dei templi storici della movida salentina. E ora, dopo il rigetto del ricorso da parte del Tar, per la Praja di Baia Verde si è consumato l'epilogo che nessuno avrebbe voluto scrivere: la storica discoteca di Gallipoli, frequentata da generazioni di turisti e punto di riferimento dell'estate nel basso Salento, è stata ufficialmente messa in vendita.
La proprietà, attraverso le parole del suo amministratore delegato, ha annunciato che l'ultima serata si terrà il 22 agosto, chiudendo così un capitolo lungo diciotto anni.
Le dimissioni di Paradiso e il mandato di vendita
La scintilla che ha innescato la decisione è da ricercarsi nel clima di tensione che ha accompagnato le ultime settimane di attività. Pierpaolo Paradiso, amministratore delegato della società Risto&Disco, ha rassegnato le dimissioni dalla carica, consegnando la delega di amministratore nelle mani del commercialista della società. In comune accordo con gli altri due soci, Francesco Susca e Adriano Lucidi, è stato conferito il mandato per mettere sul mercato non solo la struttura fisica del locale, che sorge nella frazione di Baia Verde, ma anche l'intero marchio Praja.
Un passaggio, questo, che sottolinea la volontà di recidere ogni legame con un'attività che per quasi due decenni ha rappresentato un pilastro della notte gallipolina. Le sue parole, cariche di rammarico, lasciano intendere quanto sia stata sofferta la scelta: "Lasciamo a malincuore dopo 18 anni. È l'abbandono di un figlio, non di un'attività commerciale. Ma dopo quanto accaduto non ci sentiamo più di portare avanti questa battaglia e questa attività".
I motivi della chiusura: risse, abusi e intossicazioni
Il provvedimento del questore, notificato l'8 agosto direttamente dalle forze dell'ordine, aveva disposto la sospensione della licenza ai sensi dell'articolo 100 del Tulps, un istituto giuridico che consente alle autorità di chiudere temporaneamente un esercizio pubblico quando si verificano gravi episodi di turbativa dell'ordine e della sicurezza. Alla base del decreto, una lunga scia di episodi di rilevanza penale che si sarebbero verificati nelle ultime settimane sia all'interno che all'esterno della discoteca.
Nello specifico, gli atti dell'inchiesta parlano di due presunti casi di violenza sessuale, furti, risse e aggressioni, a cui si aggiungono ben diciassette casi di gravi intossicazioni da alcol che avrebbero richiesto il ricorso alle cure mediche. Un quadro complessivo che ha spinto il questore a intervenire con decisione, decretando di fatto lo stop alle attività per quindici giorni e gettando un'ombra pesante sulla gestione del locale.
Il ricorso respinto e il futuro del brand
La proprietà aveva immediatamente impugnato il provvedimento davanti al Tar di Lecce, sperando in una revoca o quanto meno in una sospensione della chiusura che consentisse di salvare il cuore della stagione estiva. Il tribunale amministrativo, però, ha respinto il ricorso, dando di fatto il via libera alla chiusura forzata e spingendo i soci a compiere il passo estremo.
La mancata riapertura, in piena alta stagione, ha rappresentato per la società un danno economico incalcolabile, ma soprattutto un colpo all'immagine da cui, a detta degli stessi titolari, non ci si sentiva più in grado di risollevarsi. Il 22 agosto, quindi, la Praja abbasserà definitivamente la saracinesca per l'ultima serata, dopo la quale il locale e il suo storico nome verranno ufficialmente messi sul mercato.
Una decisione che segna la fine di un'era per Baia Verde, trasformando quella che era considerata una delle discoteche più ambite del litorale jonico in un capitolo destinato ai ricordi dei tanti giovani che hanno attraversato il suo ingresso nelle notti salentine.
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