Il concertone del primo maggio si infiamma: Fulminacci e quel ritorno dopo la vittoria a Sanremo
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Non c’è due senza tre, si dice, eppure il Concertone del Primo Maggio sembra voler smentire il proverbio accumulando nomi a un ritmo che non concede tregue. Dopo l’annuncio di Irama, ecco spuntare Fulminacci, un’aggiunta che non ha nulla di trascurabile se si considera il percorso dell’artista romano, reduce da un’edizione di Sanremo 2026 che gli ha regalato il Premio della Critica “Mia Martini” con il brano “Stupida sfortuna”. La notizia, rimbalzata in queste ore tra gli addetti ai lavori, arricchisce un cast già composito destinato a esibirsi a Roma nella tradizionale giornata dedicata al lavoro, promossa dalle sigle sindacali CGIL, CISL e UIL.
Un ritorno atteso dopo sei anni e un palazzetto nel mirino
Per lui, che all’anagrafe risponde di un altro nome ma che sul palco ha saputo costruirsi un’identità precisa tra cantautorato e indie-pop, si tratta di un vero e proprio ritorno alle origini. Era il 2019, infatti, quando Fulminacci saliva per la prima volta su quel palco romano, proponendo una performance essenziale, ridotta all’osso: solo voce e chitarra, niente orpelli. Una scelta coraggiosa, quella, che però gli valse l’attenzione del grande pubblico. Da lì a oggi, il suo percorso ha subito un’accelerazione notevole, culminata con il primo tour nei palazzetti – un traguardo non da poco per un artista che ai suoi esordi sembrava destinato a circuiti più raccolti – e la recente vetrina sanremese, dove il riconoscimento della critica ha sancito una maturità artistica ormai inequivocabile.
L’ombra dei Litfiba e quel “17 Re” tornato dal passato
Mentre il Concertone definisce i suoi contorni, un’altra storia, ugualmente musicale ma dal sapore più cupo e rock, riemerge dagli archivi. I Litfiba, quarant’anni dopo, hanno deciso di riesumare “17 Re”, un brano che nel 1986 venne escluso dall’album omonimo perché giudicato “non in linea” con il resto del disco. Una scelta editoriale che all’epoca alimentò un piccolo mistero tra gli appassionati, e che oggi si risolve con la pubblicazione della title track, avvenuta lo scorso 17 aprile. Dal 24 aprile, poi, il pezzo sarà disponibile anche in un’edizione fisica: vinile maxi singolo verde numerato, un oggetto da collezione che anticipa il tour “Quarant’anni di 17 Re – Tour 2026”. Venti le date previste, a partire dal 27 giugno fino al 15 agosto, per una carrellata che attraverserà l’Italia da nord a sud.
Un palco, un tema e la sfida dell’intelligenza artificiale
Tornando al Concertone – che anche quest’anno sarà organizzato da iCompany – va ricordato il filo conduttore scelto dai sindacati: “Lavoro dignitoso: contrattazione, nuove tutele e nuovi diritti per l’Italia che cambia nell’era dell’intelligenza artificiale”. Una declinazione contemporanea, certo, ma che non scalfisce la tradizione di una manifestazione nata per dare voce a chi lavora. E se il cast si arricchirà ancora nei prossimi giorni, la presenza di Fulminacci rappresenta già un’iniezione di credibilità artistica, vista la sua capacità di coniugare testi profondi con una popolarità trasversale. Nessuna dichiarazione ad effetto, nessuna polemica: solo la musica, stavolta, a parlare per lui. E per gli altri nomi che seguiranno.




