Zelensky a New York, la Nato accusa Mosca dopo l'incursione dei Mig
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Redazione Esteri
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Volodymyr Zelensky, accompagnato dalla First Lady, è giunto a New York per una serie di impegni diplomatici cruciali che scandiscono l’intensa agenda della settimana dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Il presidente ucraino, il cui paese è ancora scosso dalla recente violazione dello spazio aereo da parte di caccia russi, si appresta a un faccia a faccia di alto profilo con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, uno degli incontri bilaterali più attesi. La portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, annunciando la partenza di Trump per New York, ha precisato che il capo della Casa Bianca incontrerà anche i leader dell’Unione Europea, in un fitto calendario che mira a ridisegnare le alleanze in un contesto internazionale sempre più teso.
L’arrivo di Zelensky avviene sullo sfondo di un inasprimento del linguaggio da parte della Nato, che ha tenuto un Consiglio Atlantico convocato d’urgenza su richiesta dell’Estonia proprio in seguito all’incidente di venerdì scorso. L’Alleanza, senza usare giri di parole, ha definito le azioni della Russia “un’escalation” della quale Mosca è “pienamente responsabile”, sottolineando come esse “rischino di portare a valutazioni errate e mettano in pericolo vite umane”. Un monito perentorio, il cui, affinché cessino immediatamente le violazioni dello spazio aereo internazionale. Oltre all’incontro con Trump, l’agenda di Zelensky prevede una riunione del Consiglio di sicurezza sull’Ucraina e un vertice della Coalizione internazionale per il ritorno dei bambini ucraini, due appuntamenti che evidenziano la natura multidimensionale del conflitto.
In questo quadro di mobilitazione diplomatica, si è già tenuto un colloquio operativo con l’inviato speciale del presidente americano Keith Kellogg. Durante l’incontro, svoltosi ai margini dei lavori dell’Assemblea, Zelensky ha riferito sulla situazione sul campo di battaglia, aggiornando Kellogg circa le necessità più urgenti delle forze ucraine. Al centro dei colloqui, che si sono concentrati sul potenziamento della cooperazione bilaterale, sono stati posti lo sviluppo congiunto di droni e, in particolare, le procedure per l’acquisto di armamenti statunitensi, una questione vitale per le sorti del conflitto.




