Napoli a un passo dallo scudetto, ma il paradosso Caprile divide il calcio italiano
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Redazione Sport
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Venerdì sera, allo stadio Maradona, il Napoli potrebbe laurearsi campione d’Italia battendo il Cagliari, ma l’evento – che dovrebbe essere una festa senza ombre – si porta dietro un paradosso che sta facendo discutere. Tra i pali dei sardi, infatti, potrebbe esserci Elia Caprile, portiere di proprietà proprio degli azzurri, arrivato in Sardegna il 7 gennaio in prestito fino a fine stagione. Una situazione che riporta alla memoria un precedente ormai entrato nella storia del calcio italiano: quello di Stefan De Vrij, che nel 2018, ancora sotto contratto con la Lazio, giocò contro i biancocelesti con la maglia dell’Inter contribuendo alla vittoria nerazzurra.
Caprile, che con il Napoli ha collezionato quattro presenze tra campionato e Coppa Italia (tre vittorie e un pareggio), potrebbe dunque trovarsi a difendere la porta del Cagliari contro la squadra che lo ha ceduto solo pochi mesi fa. Un dettaglio non da poco, considerando che, in caso di successo partenopeo, il portiere non potrebbe fregiarsi del titolo non avendo raggiunto il numero minimo di presenze richiesto. Eppure, come sottolinea il suo entourage, «se scenderà in campo, darà il massimo».
La questione, però, va oltre il singolo caso e riapre il dibattito sui conflitti di interesse nel calcio moderno, dove i prestiti e le comproprietà rendono sempre più labile il confine tra le squadre. Il Cagliari, peraltro, detiene un’opzione per il riscatto del giocatore, circostanza che potrebbe spingere i sardi a valutare con attenzione il futuro del portiere. Intanto, l’allenatore Claudio Nicola dovrà decidere se schierarlo o preferire un altro nome, come Sherri, evitando così polemiche che, in una serata che dovrebbe celebrare il trionfo del Napoli, nessuno vorrebbe.




