Mercato obbligazionario guarda all'Europa del sud, mentre lo spread chiude un 2025 in forte miglioramento

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Redazione Economia Redazione Economia   -   I rendimenti obbligazionari nell'area euro, dopo un periodo di relativa instabilità, hanno ritrovato una certa tranquillità, con livelli che si mantengono generalmente contenuti sia sul fronte governativo che su quello societario. Quest'ultimo segmento, in particolare, beneficia di spread ancora molto ridotti, un fenomeno favorito anche dal clima positivo che regna sui listini azionari. Il rendimento del Bund a cinque anni, per dare una misura concreta, si attesta intorno al 2,45% annuo, mentre il Btp di identica scadenza offre un tasso non superiore al 2,8%.

Il cambio di percezione sui mercati

Una dinamica significativa, che sta lentamente ma costantemente ridisegnando la geografia finanziaria del continente, vede l'Italia e la Spagna emanciparsi dalla vecchia e persistente definizione di "periferia" dell'Eurozona. Il costo per finanziarsi di questi due paesi, misurato rispetto ai benchmark tedeschi, è sceso ai livelli minimi degli ultimi sedici anni, un chiaro segnale che gli investitori internazionali ne stanno premiando gli sforzi di disciplina di bilancio. Alcuni di loro, come sottolinea un'analisi del Financial Times, sembrano anzi mostrare una preoccupazione crescente per l'espansione del debito pubblico registrata in altre economie della zona euro tradizionalmente considerate più solide, un ribaltamento di prospettiva non da poco.

La seduta di chiusura dell'anno

Nell'ultima giornata di contrattazioni del 2025, lo spread tra i Btp decennali e i Bund si è mosso in lieve rialzo, attestandosi a 69 punti base dopo aver toccato i 67 nel precedente riferimento. Contestualmente, anche il rendimento del titolo di Stato italiano di riferimento ha registrato un incremento, salendo al 3,55% dal 3,50% del giorno prima. Si è trattato, tuttavia, di una fluttuazione di fine anno che non intacca il quadro complessivo decisamente positivo.

Il bilancio dell'anno appena concluso

Il dato che più di ogni altro sintetizza la tendenza dei dodici mesi è proprio quello dello spread, il quale ha chiuso il 2025 a 69 punti base, un livello che rappresenta un netto miglioramento rispetto ai 116 punti base di fine 2024. La contrazione, calcolata in circa il 41%, delinea un anno di marcata discesa per il differenziale di rendimento, a conferma di un riavvicinamento finanziario alla Germania e di un mutato sentimento del mercato verso l'Italia. Questo percorso, per quanto non lineare e soggetto alle inevitabili oscillazioni delle sedute, resta l'elemento di maggior rilievo per chi osserva l'andamento del debito sovrano nazionale.

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