Torino, trattativa per Cajuste: il Napoli vuole l'obbligo di riscatto

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il mercato estivo del Torino si infiamma intorno al nome di Jens Cajuste, centrocampista classe 1999 di proprietà del Napoli reduce dall'esperienza in prestito all'Ipswich Town. Il club granata avrebbe messo gli occhi sul calciatore svedese per rinforzare il reparto di centrocampo, come riferito da fonti vicine alla trattativa, ma la fumata bianca è ancora lontana a causa delle differenti posizioni sulla formula dell'operazione.

La trattativa si inserisce in un momento delicato per la rosa a disposizione di mister Ignazio Abate, che sta valutando le partenze di alcuni elementi chiave e la necessità di integrare elementi di valore per mantenere competitiva la squadra.

Le richieste del Napoli e la strategia del Torino

La società partenopea, che aveva già accolto la scorsa stagione la formula del prestito per far giocare il giocatore in Premier League, sembra ora orientata a cedere il cartellino a titolo definitivo, spingendo per un prestito che si trasformi in obbligo di riscatto al termine della stagione. D'altro canto, il direttore sportivo del Torino, Petrachi, sta cercando di limare le pretese degli azzurri per arrivare a un accordo che preveda un obbligo di riscatto condizionato al raggiungimento di determinati obiettivi sportivi o presenze, con una cifra fissata intorno ai 6 milioni e mezzo di euro.

Come riportato da Tuttosport, il Napoli avrebbe già dato il via libera alla partenza del giocatore, ma le due dirigenze stanno ancora negoziando per trovare la quadra su un aspetto che potrebbe rivelarsi decisivo per la buona riuscita dell'affare. La formula del prestito con obbligo condizionato sembra essere la soluzione più gradita dai granata per dilazionare l'esborso finanziario e legare il pagamento alla resa effettiva del calciatore sul campo, un sistema che consentirebbe al Torino di proteggersi da eventuali infortuni o flessioni di rendimento del giocatore.

Le parti, consapevoli dell'interesse reciproco, sono in contatto costante per definire i dettagli dell'operazione che potrebbe concludersi nei prossimi giorni, anche se al momento non c'è ancora un'intesa totale sulla parte economica e sulle clausole che dovrebbero scattare per rendere obbligatorio il riscatto.

Il reparto di centrocampo e le possibili cessioni

L'arrivo di Cajuste a Torino sarebbe funzionale a colmare eventuali vuoti che si verrebbero a creare nel cuore del gioco granata, soprattutto qualora dovessero concretizzarsi le partenze di alcuni calciatori attualmente in rosa. Secondo quanto emerso nelle ultime ore, il tecnico Ignazio Abate, che sta plasmando la squadra in vista dell'esordio ufficiale in Coppa Italia, potrebbe essere costretto a rinunciare a uno tra Ivan Ilic e Tino Anjorin, due pedine importanti che hanno attirato le attenzioni di altri club italiani ed esteri.

La dirigenza, in attesa di sviluppi su questi fronti, sta valutando con attenzione il profilo di Cajuste, che garantirebbe fisicità e dinamismo in mediana, qualità che potrebbero rivelarsi preziose nel corso di una stagione lunga e impegnativa. Il centrocampo torinese, sulla carta, appariva già ben fornito con le conferme di Gineitis, Ilic, Ilkhan e Anjorin, oltre ai nuovi arrivi come Fitz-Jim e il promosso Luongo dalla Primavera; senza dimenticare la presenza di Casadei, che Abate intende però impiegare stabilmente da trequartista in una posizione più avanzata.

L'inserimento di Cajuste, quindi, andrebbe a completare un reparto che sta vivendo una fase di transizione e di rinnovamento, con giovani talenti che si affacciano alla ribalta e veterani che potrebbero lasciare il posto per fare cassa o per cercare maggior spazio altrove.

La prova generale e i segnali dal campo

L'interesse per il centrocampista svedese arriva a pochi giorni dalla prova generale disputata dai granata contro l'Avellino, un match che ha lasciato più di qualche perplessità in casa Toro. Il pareggio contro una squadra di Serie B è stato letto dalla stampa locale, in particolare da La Stampa, come un campanello d'allarme in vista del debutto ufficiale nella notte di Ferragosto, quando il Torino sarà impegnato in Coppa Italia contro la Carrarese.

Sebbene il "Memorial Sandro Criscitello" sia stato poi vinto ai rigori grazie alle parate del portiere Mascardi, che ha neutralizzato tre penalty su quattro, la prestazione offerta sul piano del gioco ha evidenziato la necessità di intervenire sul mercato per alzare il livello qualitativo della rosa. L'eventuale arrivo di Cajuste rappresenterebbe quindi un investimento mirato per aumentare la competitività del centrocampo, un reparto che Abate considera fondamentale per applicare il suo credo tattico e per garantire equilibrio tra fase difensiva e fase offensiva.

I dettagli economici e la volontà del Napoli

Dal punto di vista economico, la richiesta del Napoli si aggira intorno ai 6,5 milioni di euro per il riscatto, una cifra che il Torino vorrebbe condizionare al raggiungimento di specifici obiettivi per limitare il rischio dell'operazione. La società granata, attraverso il ds Petrachi, sta cercando di ottenere un prestito oneroso con diritto di riscatto che diventi obbligo solo al verificarsi di certe condizioni, come un determinato numero di presenze o la salvezza della squadra, una soluzione che potrebbe soddisfare entrambe le parti.

Il Napoli, dal canto suo, è intenzionato a cedere il calciatore in maniera definitiva per monetizzare subito una plusvalenza e liberare spazio nel monte ingaggi, ma sembra disposto a trattare sulla formula pur di chiudere l'affare. Le prossime ore saranno cruciali per capire se le due società riusciranno a trovare un punto d'incontro sulle clausole del riscatto, con il Torino che spinge per un obbligo condizionato e il Napoli che vorrebbe invece un obbligo secco per avere certezze sul futuro del giocatore e sulla propria liquidità immediata.

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