Riforma fiscale IRPEF e IRES, semplificazioni e valorizzazione criteri contabili
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Redazione Economia
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Il recente decreto legislativo n. 192 del 13 dicembre 2024, emanato in attuazione della legge delega della riforma fiscale n. 111 del 9 agosto 2023, introduce significative novità per il settore agricolo, con decorrenza dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2024. L'obiettivo principale è sostenere e valorizzare colture innovative, come le vertical farm e le colture idroponiche, adeguandosi all'evoluzione dei mercati. Tra le disposizioni di maggior interesse, si evidenzia l'eliminazione del doppio binario civilistico/fiscale, in un'ottica di semplificazione normativa.
Il decreto, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 294, riordina alcune disposizioni del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR), modificando in particolare gli articoli 92 e 93. Questi articoli, infatti, vengono aggiornati per riconoscere fiscalmente i metodi di valutazione delle commesse, purché conformi a corretti principi contabili. Un'altra rilevante modifica riguarda il regime fiscale delle plusvalenze derivanti dalla cessione di terreni edificabili ricevuti in donazione. A partire dal 31 dicembre 2024, per determinare la plusvalenza imponibile, il valore di acquisto non sarà più quello dichiarato nell'atto di donazione, bensì il costo storico sostenuto dal donante, incrementato delle eventuali spese e imposte connesse.
La riforma dell'IRPEF prevede inoltre una revisione degli scaglioni e delle aliquote, con un aumento delle detrazioni per i redditi da lavoro dipendente. Le nuove aliquote sono: 23% fino a 28.000 euro, 35% fino a 50.000 euro e 43% oltre i 50.000 euro. È confermato il taglio del cuneo fiscale per i redditi fino a 35.000 euro, con una riduzione del 7% per i redditi più bassi. La flat tax sui redditi aggiuntivi dei dipendenti con Partita IVA si applica ora fino a una soglia di 35.000 euro, rispetto ai precedenti 30.000 euro.
Per quanto riguarda l'IRES, il decreto introduce una riduzione dell'aliquota dal 24% al 20%, a condizione che le imprese accantonino almeno l'80% dell'utile 2024, realizzino investimenti in beni 4.0/5.0 pari al 24% del maggiore tra gli utili 2023 e 2024 e aumentino l'occupazione stabile di almeno l'1%.




