Il pranzo di Natale di re Carlo, tra tradizioni e nuove assenze a Sandringham

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Per la seconda volta da sovrano, re Carlo III si appresta a celebrare il Natale nel Norfolk, nella tenuta di Sandringham che fu tanto cara a sua madre, la Regina Elisabetta II. Un rituale consolidato, che si snoda in tre giorni di celebrazioni dalla Vigilia al Boxing Day, il 26 dicembre, e che quest'anno sembra tuttavia risentire di un clima più raccolto e meno affollato rispetto al passato. La lista degli invitati, stando alle indiscrezioni, si aggirerebbe intorno alle trentanove persone, un numero significativamente inferiore rispetto alla cinquantina dello scorso anno quando, come è noto, l'eccessivo affollamento di membri della famiglia reale aveva suscitato le rimostranze del personale di servizio, costretto a uno sforzo logistico non indifferente. Una riduzione che non pare dettata soltanto da questioni pratiche, ma che riflette, piuttosto, una selezione più attenta e forse una volontà di ridefinire i contorni di un evento che è, prima di tutto, familiare.

Un cerchio più stretto e le ombre di una foto

Tra le assenze che maggiormente contribuiscono a disegnare un quadro diverso, spicca quella del fratello del re, Andrea, la cui posizione all'interno della famiglia resta profondamente compromessa non solo dalle passate vicende giudiziarie legate alla sua amicizia con il finanziere americano Jeffrey Epstein, ma anche da un recente e ulteriore scandalo. Alcuni giornali, infatti, hanno pubblicato in questi giorni una fotografia, scattata apparentemente a Sandringham, che ritrae l'ex principe sorridente mentre si abbandona sulle ginocchia di cinque ragazze, con Epstein visibile sullo sfondo. Un'immagine, definita da molti "choc", che ritrae una scena in uno degli ambienti privati della tenuta e che, inevitabilmente, grava sull'atmosfera delle feste, rendendo la sua esclusione dai festeggiamenti una scelta quasi scontata, sebbene non ufficialmente motivata.

I rituali immutabili tra i regnanti d'Europa

Mentre Carlo si prepara a ricevere i suoi ospiti nella residenza di campagna, altri sovrani europei osservano tradizioni altrettanto radicate. Il re di Spagna, Felipe VI, ad esempio, opta per una celebrazione più urbana e istituzionale, trascorrendo le festività nel Palazzo Reale di Madrid, lontano dai riflettori mondani della Costa del Sol. Oltre ai Pirenei, anche il principe Alberto II di Monaco manterrà i consueti rituali nel principato, sebbene con un tono necessariamente dimesso dopo le recenti e gravi accuse di corruzione che hanno coinvolto alcuni suoi stretti collaboratori, un capitolo giudiziario che continua a segnare profondamente l'immagine pubblica della famiglia regnante monegasca.

La messa mattutina e il peso delle scelte personali

Il fulcro della tradizione reale britannica resta, comunque, la partecipazione alla messa mattutina del 25 dicembre nella chiesa di St. Mary Magdalene, all'interno della tenuta di Sandringham. Un appuntamento immancabile, durante il quale i membri della famiglia si mostrano al pubblico lungo il breve tragitto che separa la casa dalla chiesa, scambiandosi auguri con la folla. Quest'anno, il corteo sarà probabilmente più snello, specchio di un cerchio ristretto che esclude non solo per scelte imposte dallo scandalo, ma anche per decisioni personali e bilanci familiari in evoluzione. Alcuni, infatti, avrebbero preferito trascorrere il Natale in nuclei separati, lontano dalla cornice ufficiale, mentre nuovi innesti, attraverso matrimoni o unioni, cominciano lentamente a prendere il loro posto a un tavolo che, pur mantenendo intatta la sua solennità, si adatta silenziosamente ai tempi e alle circostanze.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.