Commerzbank alza bandiera bianca e apre al dialogo con UniCredit: Weidmann invita Orcel al tavolo

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Dopo quasi due anni di resistenza, di accuse incrociate e di battaglie politiche che sembravano aver segnato una frattura insanabile, il fronte della trattativa tra UniCredit e Commerzbank si sblocca improvvisamente.

A compiere il gesto che cambia il tono dello scontro non è, come ci si sarebbe potuti aspettare, una presa d'atto di Piazza Gae Aulenti, bensì la stessa controparte tedesca: a rompere il ghiaccio, in queste ore, è stato il presidente del consiglio di sorveglianza di Commerzbank, Jens Weidmann, con un invito formale, rivolto attraverso le colonne del quotidiano Handelsblatt, ad avviare colloqui "costruttivi" con il gruppo italiano guidato da Andrea Orcel.

Una mossa che segue l'apertura politica del cancelliere Friedrich Merz, il quale aveva già preso atto del mutato scenario azionario, deponendo l'ascia di guerra e aprendo alla possibilità di un negoziato.

Il nuovo equilibrio azionario e la resa dei conti

Le parole di Weidmann, per quanto misurate, suonano come un riconoscimento definitivo dei nuovi rapporti di forza all'interno dell'azionariato di Francoforte. "Anche se avremmo preferito che fosse diversamente", ha dichiarato il presidente, "i rapporti di maggioranza alla prossima assemblea generale sono chiari". Una frase che chiude idealmente la stagione dell'opposizione frontale, suggellata dalla riuscita dell'Offerta Pubblica di Scambio (Ops) lanciata da UniCredit.

L'istituto italiano è infatti riuscito a mettere le mani su una quota potenziale del capitale che sfiora il 47,6 per cento; una cifra che, considerando il buyback di azioni proprie effettuato da Commerzbank e le opzioni già in pancia agli italiani, si traduce di fatto in un peso determinante in assemblea, avvicinandosi pericolosamente alla maggioranza assoluta dei diritti di voto. Weidmann ha implicitamente ammesso che, dopo l'acquisizione di queste percentuali, resistere ulteriormente non avrebbe più alcun senso pratico.

Ora l'obiettivo dichiarato è quello di sedersi al tavolo per discutere gli impatti dell'operazione su dipendenti, azionisti e clienti, ponendo le basi per quella che molti analisti definiscono già la più grande operazione bancaria europea degli ultimi vent'anni.

La partita politica e il ruolo del governo tedesco

La svolta dialogica arriva dopo settimane di febbrili manovre anche sul fronte governativo, dove Berlino, che detiene ancora circa il 12 per cento delle azioni di Commerzbank (eredità del salvataggio pubblico del 2009), ha progressivamente cambiato registro.

Il cancelliere Friedrich Merz, che in passato aveva duramente criticato l'approccio "aggressivo" di Orcel, ha di recente chiarito che il governo non intende bloccare la fusione in linea di principio, sottolineando però l'importanza strategica dell'istituto per il tessuto economico tedesco, in particolare per il finanziamento delle piccole e medie imprese, il celebre Mittelstand.

Weidmann, dal canto suo, ha messo in guardia dal tentativo di UniCredit di escludere il management tedesco dal dialogo, dichiarando che non ci saranno "scorciatoie via Berlino" e che il confronto dovrà essere adulto e diretto tra le parti. Un avvertimento chiaro: il consiglio di sorveglianza intende restare protagonista della partita, anche se il suo potere contrattuale si è ridotto in modo significativo dopo il successo dell'Ops.

Le prossime mosse e il faccia a faccia Orcel-Orlopp

L'agenda dei prossimi giorni si infittisce di appuntamenti cruciali. Il primo snodo temporale è fissato per il 6 agosto, data in cui Commerzbank pubblicherà i risultati del secondo trimestre. Secondo quanto riportato da fonti vicine al dossier, potrebbe essere proprio in quella circostanza, o immediatamente dopo, che si realizzerà il primo vero contatto diretto tra il ceo di UniCredit Andrea Orcel e la sua omologa tedesca Bettina Orlopp. Un faccia a faccia – forse in videoconferenza – che servirà a chiarire le reciproche posizioni dopo mesi di accuse e di reciproche diffidenze.

Orcel, forte del suo 22esimo trimestre consecutivo di utili in crescita (con un risultato di 2,9 miliardi di euro nel secondo trimestre, superiore alle attese), ha già ribadito di essere pronto a dialogare con tutte le parti coinvolte, compresi il governo e i sindacati, per illustrare il progetto industriale.

La sfida più complessa, però, riguarda l'integrazione operativa: l'obiettivo di Orcel sarebbe quello di fondere Commerzbank con la controllata tedesca HypoVereinsbank (HVB), un'operazione che richiederebbe comunque tempi lunghi, stimati in due o tre anni, e che necessita di un percorso autorizzativo complesso, a partire dal via libera della Banca Centrale Europea, che dovrà esprimersi sul controllo effettivo di UniCredit su Commerzbank, una decisione attesa non prima del quarto trimestre dell'anno.

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