Modifiche al decreto sull'immigrazione: impatto sui minori stranieri non accompagnati

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il nono decreto sull'immigrazione del governo Meloni, presentato a fine settembre, è attualmente in discussione per la conversione in legge. Il governo ha deciso di mettere il voto di fiducia, scatenando l'ira delle opposizioni. "Stanno delegittimando il parlamento", ha accusato Riccardo Magi, deputato di +Europa.

La modifica più significativa rispetto al testo iniziale riguarda i minori stranieri non accompagnati che hanno compiuto 16 anni: oltre ai tre mesi già previsti, potranno rimanere nei centri di prima accoglienza per adulti per altri 60 giorni. Questo significa che potrebbero trascorrere fino a cinque mesi in centri di accoglienza in cui sarà consentito stipare persone fino al doppio della capienza, in condizioni di promiscuità e senza i servizi essenziali previsti per loro dalla legge.

Il decreto migranti, su cui il governo ha posto la fiducia (che verrà votata lunedì), ha avuto un iter a singhiozzo tra l'ostruzionismo delle opposizioni e i tempi contingentati imposti nelle ultime giornate di lavori in commissione. Tra le altre modifiche, si prevedono norme più stringenti sui minori stranieri non accompagnati, una stretta ulteriore sulle espulsioni e sull'allontanamento ingiustificato, lo stop all'ingresso in Italia per chi si è reso colpevole di mutilazione di organi genitali femminili e nuove risorse per le forze dell'ordine.

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