NBA Europe, l’Eurolega boccia la prima offerta ma tratta ancora

NBA Europe, l’Eurolega boccia la prima offerta ma tratta ancora
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Redazione Sport Redazione Sport   -   I club azionisti dell’Eurolega hanno respinto la prima proposta avanzata dalla lega americana per il progetto NBA Europe, senza interrompere il confronto tra le parti. La decisione è maturata durante l’assemblea straordinaria organizzata a Villa d’Este, a Cernobbio, dove i proprietari delle società hanno esaminato le condizioni della possibile collaborazione. Nessuno dei 13 azionisti si è espresso a favore dell’offerta nella forma presentata e alcune delle posizioni più dure emerse durante la riunione hanno definito i termini proposti “inaccettabili” e perfino “colonialisti”.

Il nodo dell’offerta americana e della governance

La contrarietà dei proprietari riguarda sia l’aspetto economico sia il modello di governo del nuovo torneo. Il progetto statunitense punta alla nascita di una competizione europea collegata direttamente alla NBA, mentre l’Eurolega intende proteggere il peso dei propri club e l’autonomia costruita attraverso l’attuale organizzazione. Il vertice sul Lago di Como non ha quindi prodotto un accordo sulla struttura della futura competizione, ma neppure una rottura formale dei contatti: il rifiuto riguarda i termini messi sul tavolo in questa fase della trattativa.

Uno dei punti più delicati riguarda il progetto autonomo di crescita dell’Eurolega. L’organizzazione aveva impostato un percorso per passare dalle attuali 20 partecipanti a un torneo con 24 squadre dalla stagione 2027-28, affiancando all’allargamento una trasformazione delle licenze dei club. Durante il vertice non è stata adottata una decisione definitiva sull’assegnazione delle nuove franchigie. La questione assume un peso particolare proprio nel negoziato con gli americani, perché l’ampliamento del torneo europeo modifica gli spazi disponibili per costruire una collaborazione tra le due organizzazioni.

I proprietari difendono l’autonomia dell’Eurolega

La linea emersa a Cernobbio mostra una forte resistenza all’ipotesi di accettare condizioni considerate troppo sbilanciate verso la controparte statunitense. Per i club che sostengono con maggiore decisione l’indipendenza dell’attuale competizione, l’ingresso nel nuovo progetto deve garantire un ruolo adeguato alle società già protagoniste del basket continentale. Proprio questo equilibrio tra integrazione e autonomia rappresenta uno dei punti centrali del negoziato, insieme al valore economico attribuito alla competizione e alla distribuzione del potere nelle future strutture decisionali.

Il vertice era stato organizzato dall’Armani Olimpia Milano e aveva tra i temi principali proprio la risposta alla proposta proveniente dagli Stati Uniti. L’incontro ha permesso agli azionisti di mettere a confronto le rispettive posizioni prima di decidere sulla strada da seguire per l’organizzazione europea. L’assenza di voti favorevoli segnala quanto fosse distante la prima impostazione americana dalle richieste dei proprietari, anche se il tavolo negoziale non è stato chiuso dopo il voto.

L’espansione a 24 squadre entra nella trattativa

Sul progetto di ampliamento non sono state assegnate nuove licenze durante l’assemblea. L’obiettivo indicato è quello di portare il numero delle partecipanti a 24, ma la scelta delle società destinate a entrare nel torneo richiede ulteriori passaggi interni. Questo dossier si sovrappone direttamente al confronto con la lega nordamericana: procedere con nuove franchigie permanenti significherebbe definire una struttura europea più ampia proprio mentre vengono negoziate le condizioni per un possibile rapporto con il progetto concorrente.

NBA Europe è indicata come una competizione destinata a prendere forma a partire dal 2027, mentre l’eventuale espansione dell’attuale torneo europeo è collegata alla stagione 2027-28. I due percorsi hanno dunque una tempistica molto vicina e coinvolgono lo stesso mercato sportivo. La riunione di Cernobbio ha lasciato senza deliberazione definitiva l’assegnazione delle nuove franchigie previste dal piano di ampliamento.

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