Overbooking Ryanair a Treviso, marito sale e la moglie resta a terra: maxi multa per il passeggero che blocca il volo

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Redazione Economia Redazione Economia   -   A separarli, questa volta, non è stata una crisi coniugale bensì l’overbooking, quel meccanismo per cui un vettore aereo vende più biglietti dei posti effettivamente disponibili a bordo. È accaduto giovedì 13 agosto all’aeroporto Antonio Canova di Treviso, dove un volo Ryanair diretto a Parigi Beauvais è stato teatro di un episodio singolare e alquanto movimentato. Protagonisti involontari della vicenda sono una coppia di turisti inglesi, finiti al centro di una protesta che ha finito per coinvolgere l’intero scalo e richiedere l'intervento della Polizia di frontiera.

La dinamica dell'imbarco e la scoperta a bordo

Tutto è filato liscio fino al momento dell'imbarco, quando il marito, ignaro di quanto stava per accadere, è salito regolarmente sull’aereo, si è accomodato al proprio posto e si è preparato per la partenza. La sorpresa, amara, è sopraggiunta solo dopo, quando si è reso conto che sua moglie, la quale avrebbe dovuto viaggiare con lui, non era riuscita a salire a bordo.

A causa dell’overbooking, infatti, la donna era stata lasciata a terra, vittima di una procedura che, nei casi di eccedenza di prenotazioni, prevede che alcuni passeggeri vengano dirottati su voli successivi, spesso in cambio di un indennizzo economico. Ma per il turista inglese la separazione forzata dalla consorte è stata evidentemente inaccettabile, al punto che la sua reazione ha superato i confini di una normale contestazione per trasformarsi in un vero e proprio blocco delle operazioni.

La protesta e il caos nello scalo trevigiano

Non appena il marito si è accorto dell’assenza della moglie, la tensione a bordo è schizzata alle stelle. L’uomo ha dato in escandescenza, iniziando a protestare in maniera veemente e, di fatto, bloccando l’imbarco degli altri passeggeri che stavano ancora salendo. Il caos si è rapidamente propagato, rallentando l’intera macchina organizzativa del volo e, di riflesso, creando disagi a tutto lo scalo di Treviso. La situazione è degenerata al punto che si è reso necessario l’intervento della Polizia di frontiera, chiamata a riportare la calma e a gestire il passeggero irrequieto.

Il volo Ryanair, destinato alla capitale francese, ha accumulato oltre un’ora di ritardo, con tutte le conseguenze del caso sulle coincidenze e sugli orari delle operazioni aeroportuali, un effetto domino che ha finito per coinvolgere anche altri voli in partenza e in arrivo nell’arco della giornata.

La sanzione e le procedure in caso di overbooking

Al termine della vicenda, per il turista inglese è arrivata una conseguenza salata: una multa di 3mila euro, comminata dalle autorità per la sua condotta ostinata e per il blocco delle operazioni di imbarco. Se da un lato la legge e i regolamenti aerei prevedono precisi obblighi per i vettori in caso di overbooking, come il pagamento di indennizzi ai passeggeri che vengono lasciati a terra, dall’altro non sono tollerate proteste che mettano a rischio la sicurezza o la regolarità del servizio.

Per la coppia inglese, quella che doveva essere una tranquilla vacanza si è trasformata in un incubo burocratico e finanziario. La donna, rimasta a terra, ha dovuto verosimilmente attendere un volo successivo per raggiungere la destinazione, mentre il marito si è ritrovato a fare i conti con una sanzione pesante e con le inevitabili ripercussioni penali della sua reazione.

Le ripercussioni operative sull'aeroporto Canova

L’episodio di giovedì scorso ha messo in luce ancora una volta la fragilità del sistema dei voli low cost, dove il fenomeno dell’overbooking è una pratica diffusa ma non priva di criticità, soprattutto quando si verifica in concomitanza con il periodo estivo di massimo afflusso turistico. Il ritardo accumulato dal volo per Parigi Beauvais ha avuto un impatto non trascurabile sull’operatività dell’aeroporto Antonio Canova, costringendo il personale di terra a ricalibrare gli orari e a gestire il malumore degli altri passeggeri, che si sono visti costretti a subire un'attesa forzata.

La presenza della Polizia di frontiera è stata determinante per sbloccare la situazione, ma l’intera vicenda ha evidenziato quanto sia complesso gestire l’equilibrio tra i diritti dei viaggiatori e le esigenze commerciali delle compagnie aeree, oltre alla necessità di mantenere l’ordine a bordo.

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