Maltempo in Campania, allerta meteo prorogata nel weekend per rischio idrogeologico
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
La Protezione Civile della Regione Campania ha disposto la proroga dello stato di allerta, inizialmente previsto per la giornata di ieri, estendendone la validità anche per l’intero arco del weekend. La decisione, presa a fronte del persistere di condizioni meteorologiche avverse, interessa specificamente due aree considerate particolarmente vulnerabili: la zona 3, che comprende la Penisola Sorrentina, la Costiera Amalfitana, i Monti di Sarno e i Monti Picentini, e la zona 8, corrispondente al Basso Cilento. In queste aree, come sottolineato dagli avvisi diffusi, il livello di criticità è stato classificato come “giallo”, indicante un rischio idrogeologico e idraulico per fenomeni minori, ma comunque significativo, che richiede un’attenta vigilanza.
Il quadro meteorologico in evoluzione
L’estensione temporale dell’allerta trova giustificazione in un quadro sinottico complesso, caratterizzato dall’approssimarsi di un fronte perturbato atlantico, il quale, interagendo con l’aria più calda presente sul Mediterraneo, è destinato a generare precipitazioni diffuse, talora anche di forte intensità, e venti di burrasca. Le piogge, che in alcuni settori potranno assumere carattere di rovescio o temporale, sebbene non eccezionali per intensità, si prospettano tuttavia insidiose a causa della già elevata saturazione dei terreni, provocata dagli eventi piovosi dei giorni scorsi. È proprio questa condizione di suolo, reso fragile e instabile da una sequenza di apporti idrici, a rappresentare il fattore di preoccupazione principale per i tecnici, i quali temono, in particolare nelle aree a più alta pendenza, possibili fenomeni di ruscellamento superficiale, frane e un repentino innalzamento dei livelli dei torrenti.
Le misure precauzionali attivate
In un contesto del genere, le autorità di protezione civile hanno immediatamente attivato il sistema di monitoraggio integrato, mantenendo un costante collegamento con i centri funzionali e i comuni interessati. Alle amministrazioni locali, cui spetta il compito operativo di prima risposta, è stato raccomandato di verificare lo stato delle reti di drenaggio e di bonifica, di predisporre le risorse umane e strumentali necessarie per eventuali interventi urgenti, e di vigilare sulle situazioni di maggior criticità note. Alla popolazione, attraverso i canali istituzionali e i media, sono stati rivolti gli avvisi consueti, che consigliano di evitare di sostare o transitare in prossimità degli alvei dei corsi d’acqua, delle scarpate e dei sottopassi, di non attraversare con autoveicoli strade allagate, e di prestare massima attenzione nel percorrere le strade provinciali e comunali in area montana e collinare.
La vulnerabilità del territorio
Il ricorrere di simili allerte, peraltro, riaccende periodicamente i riflettori sulla connaturata fragilità idrogeologica di vaste porzioni del territorio campano, un tema che, al di là della gestione dell’emergenza, chiama in causa questioni di più ampio respiro legate alla pianificazione territoriale e alla manutenzione ordinaria. La morfologia del terreno, con i suoi versanti ripidi e i suoi solchi vallivi spesso densamente antropizzati, unita a storie di abusivismo ed erosione del suolo, costituisce un fattore di rischio permanente, che episodi meteorologici intensi hanno il potere di trasformare in concreta minaccia. La cronaca nera degli anni passati, purtroppo, conserva memoria di tragici eventi, come i dissesti che colpirono l’area di Sarno e Quindici, sui quali la magistratura ha aperto inchieste per accertare eventuali responsabilità nella mancata prevenzione, indagando, tra l’altro, sulle autorizzazioni edilizie rilasciate in aree interdette e sulla carenza di opere di sistemazione idraulica.




