Televisione italiana 2025, le classifiche di un anno diviso tra vecchi troni e nuovi flussi
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Con la chiusura del 2025, i bilanci della televisione italiana dipingono un panorama duplice, segnato da una consolidata gerarchia negli ascolti lineari e da un consumo parallelo, ormai maturo, che segue logiche differenti. I dati Auditel, infatti, confermano una scena dominata da format di lunga tradizione, mentre le analisi sul mondo dello streaming, curate dal Ce.R.T.A. dell'Università Cattolica, rivelano preferenze che a volte divergono da quelle del piccolo schermo tradizionale. Un dualismo che racconta, senza mezzi termini, come il pubblico italiano si muova ormai con disinvoltura tra il divano e il dispositivo mobile, cercando contenuti differenti in modalità altrettanto differenti.
La classica classifica: il regno incontrastato di Sanremo
In vetta alla graduatoria degli ascolti televisivi, risultato che difficilmente stupisce, si è posizionato il Festival di Sanremo, il quale, nella serata dedicata alle cover del 14 febbraio, ha toccato il suo apice con oltre tredici milioni di telespettatori. Un dato, quest'ultimo, che sottolinea la persistente capacità dell'evento canoro di catalizzare l'attenzione nazionale, fungendo da vero e proprio rito collettivo. Tra i dieci programmi più seguiti dell'anno, peraltro, ha trovato posto anche la finale dell'Eurovision Song Contest, piazzandosi al settimo posto con un pubblico di circa quattro milioni e settecentomila persone: un successo che conferma il rinnovato interesse per la kermesse europea. Gli altri posti della top ten, stando a quanto emerge dai numeri, sono occupati da show e fiction di ampio respiro e consolidato successo, a dimostrazione di una certa fedeltà del pubblico verso i palinsesti generalisti.
Le pagelle dei protagonisti: regine, conferme e ritorni deludenti
Accanto ai numeri puri, un giudizio qualitativo ha attribuito voti ai principali personaggi televisivi, delineando un anno di chiaroscuri. Tra le figure promosse a pieni voti spiccano nomi come quelli di Maria De Filippi e di Gerry Scotti, considerati pilastri inamovibili del settore, capaci di mantenere intatto il loro appeal. Una promozione, seppur con un punteggio lievemente inferiore, è toccata anche a Stefano De Martino, emblema di una versatilità che gli ha consentito di presidiare con successo generi diversi. Sul versante opposto, invece, un giudizio severo ha investito un volto storico come Amadeus, il cui ritorno in prima serata non avrebbe, secondo questa analisi, mantenuto le attese, configurandosi come uno dei flop dell'anno. Un anno, il 2025, che ha dunque mostrato la difficoltà per alcuni di riconquistare il favore del pubblico, mentre altre figure hanno consolidato la loro leadership, talvolta sconfinando, come nel caso di Cattelan, in una presenza massiccia sui diversi network.
L'altro schermo: la top ten dello streaming made in Italy
Il quadro, però, risulterebbe incompleto se si considerassero soltanto gli ascolti misurati dall'Auditel. Le cifre fornite da Sensemakers e elaborate dal centro di ricerca universitario hanno permesso di stilare una lista parallela: quella dei programmi italiani più visti in streaming, on demand. In questa speciale classifica, che fotografa le abitudini di un pubblico più giovane e libero dai vincoli del palinsesto, trovano spazio format come "Amici", il talent di Maria De Filippi, e la serie "Mare Fuori", insieme ad altri titoli tra cui spicca "Temptation". Si tratta di un elenco che, in alcuni casi, coincide con quello tradizionale ma che, in altri, premia prodotti pensati per un consumo differito o più legati al mondo delle piattaforme, indicando come le modalità di fruizione stiano ridefinendo, almeno in parte, le gerarchie dello spettacolo televisivo.




