Italia, il rebus ct entra nel vivo: Mancini e Pirlo in corsa, Conte sullo sfondo

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La scelta del nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana è entrata nel vivo, con i principali attori della Federcalcio che si stanno confrontando per individuare il profilo giusto a cui affidare le sorti della selezione azzurra. Secondo le ultime ricostruzioni, Giovanni Malagò, Paolo Maldini e Leonardo dovrebbero arrivare alla decisione definitiva entro lunedì, mettendo fine a settimane di speculazioni che hanno animato il dibattito pubblico e politico sul futuro della panchina azzurra.

Il presidente federale Malagò, che ha passato gran parte di giovedì a Milano per una serie di incontri istituzionali, ha approfittato della giornata per intensificare i contatti con i due nuovi pilastri dell'area tecnica: Maldini, nominato direttore tecnico e presidente del Club Italia, e Leonardo, chiamato a ricoprire il ruolo di advisor. L'obiettivo dichiarato è quello di arrivare a una scelta condivisa, che tenga conto delle diverse sensibilità emerse nel corso di questo casting infinito.

La short list, riferiscono fonti vicine alla Federazione, vede attualmente in pole position i nomi di Roberto Mancini e Andrea Pirlo, con Antonio Conte che rimane un'opzione sullo sfondo, mai realmente contattata direttamente.

Il doppio binario Mancini-Pirlo e le frizioni interne

La candidatura di Roberto Mancini, che già ha guidato l'Italia alla vittoria degli Europei nel 2021, sembra poggiare su solide basi. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, esisterebbe addirittura un'intesa di massima tra lo stesso Mancini e Malagò risalente a pochi giorni dopo la rielezione di quest'ultimo alla presidenza della Figc. Un accordo che prevederebbe un contratto biennale da circa due milioni di euro più bonus, cifra che sarebbe in linea con i parametri economici federali.

L'arrivo successivo di Maldini e Leonardo, però, avrebbe riaperto il gioco, introducendo una variabile tecnica che sembra propendere per un profilo diverso. L'ex direttore tecnico del Milan ha un debito di stima nei confronti di Andrea Pirlo, che già aveva cercato di portare in rossonero nel 2023 per sostituire Stefano Pioli. La preferenza di Maldini per Pirlo, che in Nazionale ha condiviso anni gloriosi culminati con la conquista del Mondiale 2006, rappresenterebbe una scelta proiettata verso il futuro, affidata a un tecnico giovane e con una chiara idea di calcio moderno.

Le resistenze della Lega di Serie A e l'opinione pubblica

Il quadro si complica ulteriormente se si analizzano le pressioni esterne che gravano sulla decisione. Il Corriere della Sera segnala un clima di ostracismo nei confronti di Roberto Mancini da parte della Lega di Serie A, un fronte che appare compatto nell'opporsi al ritorno dell'ex ct campione d'Europa.

Un'opposizione che, secondo le ricostruzioni, si muove su un doppio binario: da un lato, il malcontento per il precedente addio alla Nazionale, consumato in maniera improvvisa e a pochi mesi dalla mancata qualificazione ai Mondiali in Qatar; dall'altro, una questione politica che coinvolge i grandi club e le loro rappresentanze.

D'altro canto, anche la candidatura di Pirlo, per quanto apprezzata da una certa area tecnica, non sembra raccogliere un consenso unanime nell'opinione pubblica, che vede nel suo curriculum da allenatore un'esperienza ancora troppo limitata per reggere il peso di una panchina così prestigiosa e delicata. In questo contesto si inserisce il ruolo di Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, che ha affidato ai social una riflessione critica sul modo in cui è stata gestita la vicenda.

"Non abbiamo fatto i giornalisti, ma i tifosi", ha scritto Zazzaroni, ricostruendo un clima fatto di spinte contrapposte e di una narrazione che, a suo avviso, ha finito per confondere anziché chiarire.

Il terzo incomodo: Conte e la suggestione Palladino

Sullo sfondo del duello a due rimane il nome di Antonio Conte, che rappresenterebbe una soluzione di rottura e di forte personalità, apprezzata da alcuni ambienti per la capacità di ricostruire mentalità vincenti. Zazzaroni stesso accenna a come la candidatura di Conte fosse sostenuta da alcuni club, che avrebbero spinto per la sua nomina attraverso i propri organi di stampa. Eppure, da quanto emerge, Conte non è mai stato contattato in maniera diretta dalla Figc, dopo alcuni sondaggi informali che non hanno avuto seguito.

Resta vivo anche il ricordo della grande suggestione legata a Pep Guardiola, un nome circolato insistentemente come possibile colpo ad effetto, ma che lo stesso Malagò ha definito un'illusione, mai concretamente perseguita.

A completare il quadro delle ipotesi, nelle ultime ore è spuntato anche il nome di Raffaele Palladino, libero dopo l'esperienza all'Atalanta, che potrebbe rappresentare una soluzione a sorpresa: un tecnico giovane, già con un'esperienza significativa in panchina e con una proposta di gioco offensiva, capace di coniugare le caratteristiche di innovazione di Pirlo con la solidità di un percorso più consolidato di Mancini.

Il tempo stringe e la macchina federale è in attesa di una svolta. La coppia Maldini-Leonardo sta conducendo il casting con l'obiettivo di trovare un nome che possa mettere d'accordo tutte le anime, dal presidente ai vertici tecnici fino agli umori della politica calcistica. La decisione, che dovrebbe arrivare dopo il fine settimana, sarà il primo vero banco di prova per la nuova gestione, chiamata a ricucire gli strappi e a ricostruire un progetto credibile per una Nazionale che cerca di rialzarsi dopo anni difficili.

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