“Prima di noi”, una saga familiare tra consensi e numeri che dividono
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La storia di un paese, che si intreccia inesorabilmente con le vicende private di una famiglia, è approdata domenica su Rai Uno con le prime puntate di “Prima di noi”. La fiction, opera di Daniele Luchetti e Valia Santella – la quale firma la sceneggiatura insieme a Giulia Calenda –, si propone di ripercorrere, attraverso le generazioni della famiglia Sartori, gran parte del secolo scorso, a partire dagli anni della Grande Guerra in Friuli. Un racconto epico, che non nasconde l’ambizione di scandagliare, nel bene e nel male, le trasformazioni di un’Italia spesso narrata attraverso cliché, tentando di fissare sulla pellicola l’evoluzione di un’intera nazione. Il progetto, come accaduto per molti sceneggiati del passato, punta a fare della saga familiare il perno attorno al quale far ruotare gli eventi storici collettivi, con un incipit che affida a una voce narrante, carica di rimpianto e bisogno di verità, il compito di attrarre lo spettatore: “Quando si diventa vecchi la paura è non essere conosciuti per come si era veramente”, esordisce infatti la protagonista, rivolgendo un pensiero ai propri figli.
Il responso dell'audience tra dati assoluti e percentuali
Dal punto di vista degli ascolti, la serie ha registrato un avvio considerevole, portando davanti allo schermo circa due milioni e mezzo di persone per il doppio episodio d’esordio. Un risultato che, in termini numerici, confermerebbe il buon interesse del pubblico per un prodotto di ampio respiro, il quale ha scelto come set principale la città di Feltre, già protagonista di altre produzioni televisive. Tuttavia, come spesso accade nell’analisi degli indici d’ascolto, esiste un parametro che gli addetti ai lavori considerano più significativo dello spettatore medio, ovvero lo share, vale a dire la percentuale di telespettatori che in un dato momento sceglie un programma rispetto a chiunque abbia la televisione accesa. È proprio su questo fronte che i dati possono assumere sfumature diverse, offrendo una lettura più articolata del successo immediato della trasmissione, la quale deve confrontarsi con la frammentata offerta del palinsesto.
Il volto della protagonista e il suo percorso
Tra i volti principali di questa corale ricostruzione storica c’è quello di Linda Caridi, attrice milanese di origine calabresi e siciliane, nata nell’aprile del 1988. La sua biografia professionale, che include diversi ruoli prima di approdare a questa impegnativa prova, è stata oggetto di curiosità da parte del pubblico in seguito al lancio della fiction. La Caridi, la cui presenza è diventata centrale nella promozione dell’opera, interpreta uno dei personaggi cardine nella lunga traversata temporale narrata da Luchetti, sebbene la struttura della saga preveda un ampio ensemble di attori per coprire i diversi periodi storici affrontati. La sua partecipazione si inserisce in un progetto di ampio respiro che Rai Uno ha voluto affidare a creatori noti per un approccio spesso introspettivo alle storie.
Un'operazione che guarda al passato con formule moderne
“Prima di noi”, nel suo tentativo di raccontare quasi un secolo di vita italiana, sembra dunque volersi rifare a una tradizione narrativa che la televisione pubblicica ha spesso coltivato, ovvero quella dello sceneggiato a sfondo storico e familiare. L’operazione, per quanto ambiziosa, non è del tutto inedita, ma si distingue per la volontà di legare le microstorie dei personaggi alle grandi macrotrame della Storia con la S maiuscola, cercando di evitare, almeno nelle intenzioni dichiarate, una rappresentazione agiografica o semplicistica del passato. La scelta di partire dagli anni drammatici del primo conflitto mondiale per dipanare la matassa delle esistenze dei Sartori segna fin da subito il tono della produzione, che alterna momenti intimi a sfondi di ampio respiro collettivo, mentre Feltre si trasforma in un palcoscenico privilegiato per questa cronaca generazionale.




