Mario Tozzi e la polemica sulle spiagge: "In Italia serve un nuovo modello"
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Redazione Interno
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Mentre il meltemi accarezza le coste di Naxos, Mario Tozzi, geologo e volto noto della divulgazione scientifica, rilancia la discussione sulle spiagge italiane, descrivendo senza mezzi termini ciò che, a suo avviso, non funziona nel Belpaese. Attraverso un post diventato virale, ha contrapposto l’esperienza greca – dove ampie distese di sabbia libera convivono con piccoli stabilimenti accessibili – al sistema italiano, giudicato ormai anacronistico.
«Quel tipo di estate non esiste più», ha scritto Tozzi, riferendosi alle spiagge della sua infanzia, dominate da stabilimenti prenotati per mesi e file di ombrelloni. Quello che propone, invece, è un modello in cui solo il 50% degli arenili sia gestito da privati, attraverso gare trasparenti, mentre il resto rimanga libero. Un’idea che, nonostante le critiche ricevute, difende con fermezza: «Degli insulti non mi curo», ha ribadito, sottolineando come in altri Paesi mediterranei le concessioni siano più equilibrate.
Le reazioni non si sono fatte attendere, soprattutto da parte di chi, nel settore balneare, vede minacciato un sistema consolidato. Eppure, il geologo insiste: le immagini che ha condiviso – dune incontaminate, mare aperto a tutti, servizi essenziali a prezzi contenuti – dimostrerebbero che un’alternativa è possibile. «Da noi è una vergogna», ha commentato, citando non solo i costi elevati, ma anche la cementificazione eccessiva e la mancanza di accesso libero al litorale.




