Juve, la rivalutazione degli esuberi: il 57% dei punti arriva da Nico Gonzalez, Koopmeiners e Gatti

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Federico Gatti ci ha messo quattro minuti per colpire il Milan e regalare alla Juventus un insperato quanto meritato pareggio. Il centralone bianconero è stato gettato nella mischia nel finale di partita da Luciano Spalletti per sparigliare le carte, mossa che anche in futuro potrebbe ripetere viste certe caratteristiche fisiche del giocatore. Un gol che ha fruttato almeno un punticino, utile a restare agganciati proprio ai rossoneri e al Como (in attesa di Udinese-Lazio), e per mantenere l'imbattibilità stagionale.

La statistica che sorprende

Un gol, tra l'altro, che irrobustisce una statistica che, considerato il numero esiguo di partite giocate sin qui, al momento rientra più che altro nel campo delle curiosità ma che resta da segnalare: il 57,1% dei punti della Juve in campionato arriva da giocatori considerati "esuberi", "fuori progetto" o comunque destinati alla cessione nel mercato estivo ma che poi sono rimasti a Torino. E se andiamo a Juve-Parma della settimana prima chi troviamo nel tabellino dei marcatori? Prima Nico Gonzalez, poi Teun Koopmeiners.

Gatti, il difensore-bomber

Federico Gatti, difensore di professione ma centravanti all'occorrenza, con il suo gol nel finale di partita ha tirato via le castagne dal fuoco in casa Juve, a pochi giri di orologio dalla prima sconfitta stagionale. E dire che la Juve, in tutto l'arco dei novanta minuti disputati contro il Diavolo rossonero, occasioni per segnare ne ha avute più di una. Il difensore ha impattato al 92' un cross perfetto di Koopmeiners sugli sviluppi di un calcio di punizione, pareggiando il vantaggio Milan siglato da un altro neo-entrato, Alphadjo Cissé, al 69'.

Tutti e otto i gol di Gatti in Serie A sono arrivati contro avversari diversi, e tre di questi sono stati segnati nei minuti di recupero del secondo tempo.

L'esultanza e il dibattito social

L'esultanza prolungata di Federico Gatti dopo il pareggio ha scatenato un accesissimo dibattito sui social: i post del difensore su X e Instagram hanno ricevuto migliaia di commenti e citazioni, dei tifosi bianconeri, che si spaccano sulla scelta del numero 4 di godersi il momento, invece che prendere rapidamente la palla e portarla a centrocampo per provare a vincere la partita negli ultimi 2 minuti e 10 di recupero. Emozione contro razionalità, gioia irrefrenabile contro "mentalità", questo il dualismo emerso dalle critiche social per non aver provato a vincere.

Il momento no di Kolo Muani

Federico Gatti incide più di Kolo Muani in casa Juventus. Non è un'esagerazione ma la semplice realtà dei fatti. Il francese, costato 38 milioni più 12 di bonus e inseguito per quasi due mesi in estate, è ancora a secco in Serie A e pure contro il Milan ha mostrato evidenti difficoltà. Otto tiri totali, zero gol, un xG di 1.54 e zero assist per Kolo Muani in 270 minuti giocati, mentre Gatti entra e segna, e non solo domenica scorsa.

Contro il Milan, Kolo Muani ha toccato appena 32 palloni, vincendo appena un duello aereo su 5 tentati e soltanto 2 su 11 a terra, non è riuscito mai a dribblare l'avversario nelle 3 occasioni in cui ci ha provato né a calciare in porta.

La fiducia di Spalletti

Nonostante le prestazioni opache, il tecnico bianconero è deciso a schierarlo titolare pure in casa del Sassuolo. "Io sono salito sul suo carro andandolo a scegliere e volendolo come punta. A fine campionato parlerete di lui diversamente", ha voluto chiarire con una punta d'orgoglio Spalletti, convinto che più che un problema di ruolo (come farebbero pensare gli appena 14 duelli vinti su 54 affrontati nei primi 270' di campionato, sintomo di difficoltà nel giocare spalle alla porta), sia un problema di approccio e di mentalità.

"Come Dzeko ha tutto per diventare un top assoluto, ma deve imparare a non accontentarsi di aver fatto un gol o due o di aver giocato una buona partita: deve scavare fino al fondo delle proprie possibilità", ha fatto intendere l'allenatore della Juve.

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