Tim vola in Borsa sull'onda dell'accordo per il 5G con Fastweb e Vodafone

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il Titolo Tim, dopo le notizie di stamattina, ha impresso una decisa accelerata al suo rialzo, salendo del 3,5% e toccando i massimi da sei anni a questa parte. Un balzo che, inserendosi in un trend già molto positivo, porta il guadagno dall'inizio dell'anno al 4%, ampliando così quella che si configura come una performance spettacolare nel corso del 2025, con un avanzamento complessivo del 108%. Il motore di questa impennata è l'annuncio di un accordo preliminare di RAN sharing siglato con Fastweb e Vodafone, un'intesa finalizzata ad accelerare lo sviluppo della rete 5G sul territorio nazionale, evitando duplicazioni infrastrutturali e migliorando, di conseguenza, l'efficienza nell'uso delle risorse di rete già esistenti.

I dettagli operativi dell'intesa per la rete di accesso

L'alleatura strategica, che deve essere considerata propedeutica a un contratto definitivo la cui firma è attesa entro il secondo trimestre del 2026, punta concretamente alla creazione di circa 15.500 nuovi siti per lo sviluppo della rete entro la fine del 2028. Il modello di condivisione della Radio Access Network, il cui acronimo è Ran, permetterà a ciascun operatore di sfruttare, in una logica di reciproco vantaggio, le antenne degli altri, riducendo in modo significativo sia l'impatto ambientale che gli oneri economici. Questo approccio cooperativo, come sottolineato dalle stesse Fastweb e Vodafone, "rappresenta un importante passo avanti nell'uso efficiente delle infrastrutture esistenti" e ha l'obiettivo dichiarato di portare la tecnologia di ultima generazione anche nei comuni più piccoli della penisola, quelli con una popolazione inferiore alle 35mila unità.

Il percorso autorizzativo e gli obiettivi di copertura

Il progetto, la cui realizzazione è naturalmente subordinata al via libera delle autorità competenti – il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni – non mira semplicemente a costruire più infrastrutture, ma punta a farlo in maniera più intelligente e coordinata. L'estensione della copertura 5G, in sostanza, verrà perseguita con maggiore rapidità e sostenibilità, grazie a una pianificazione congiunta che evita inutili sovrapposizioni. L'accordo del 7 gennaio scorso delinea quindi una scelta operativa molto concreta per il futuro delle telecomunicazioni in Italia, basata sulla logica del costruire "meglio" piuttosto che solo "di più".

Le implicazioni per il mercato e lo sviluppo territoriale

La scelta del Ran sharing, che segna un cambio di passo non trascurabile nel settore, si concentra dunque sull'efficienza e sulla diffusione omogenea del servizio. Portare il 5G anche nei centri minori non è solo una questione di modernità, ma rappresenta un fattore abilitante cruciale per lo sviluppo economico e sociale di quelle aree, che spesso rischiano di rimanere ai margini dei processi di innovazione. L'intesa, mentre disegna una nuova geografia della connettività nazionale, dimostra come la collaborazione tra operatori, sotto il vigile controllo degli organismi di regolazione, possa essere una leva potente per raggiungere obiettivi di interesse collettivo, ottimizzando al tempo stesso gli investimenti e limitando l'impronta ambientale del dispiegamento di nuove reti.

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