Energia, il governo studia il pacchetto da 14 miliardi: via libera Ue a incentivi per pompe di calore e trasporti
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Redazione Interno
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La Commissione europea ha aperto la strada a un nuovo capitolo per la politica energetica italiana, concedendo una flessibilità di bilancio che potrebbe valere circa 14,4 miliardi di euro nel triennio 2026-2028. L'ok di Bruxelles, subordinato al rispetto di paletti ben definiti e legati alla riduzione della dipendenza dai combustibili fossili, arriva in un momento di forti tensioni internazionali, con il conflitto Iran-Usa che continua a influenzare il mercato globale dell'energia.
Non si tratta, però, di un ritorno ai vecchi bonus d'emergenza; l'obiettivo dichiarato è piuttosto quello di finanziare interventi strutturali per famiglie e imprese, spingendo verso un modello di consumo più sostenibile e meno esposto alle oscillazioni geopolitiche.
Addio alle vecchie caldaie, spazio a pompe di calore e fotovoltaico
Tra le misure che il governo sta valutando con maggiore attenzione, una fetta consistente delle risorse potrebbe essere destinata a incentivare la sostituzione degli impianti di riscaldamento alimentati a gasolio o Gpl con alternative pulite, come le pompe di calore. L'ipotesi, ancora in fase di studio da parte dei tecnici dei ministeri coinvolti, prevede la creazione di un nuovo strumento simile al Conto Termico 3.0, già attivo e gestito dal GSE, che prevede un rimborso fino al 65% della spesa per interventi di efficienza energetica.
L'idea sarebbe quella di alleggerire il costo per chi decide di abbandonare il gas, approfittando di un meccanismo a fondo perduto che, a differenza delle detrazioni fiscali come l'Ecobonus, non richiede una capienza Irpef specifica e garantisce un accredito più rapido.
In questo quadro, le nuove disposizioni restrittive introdotte dal recepimento della direttiva europea RED III, che dal 3 agosto scorso hanno escluso le biomasse come pellet e legna da qualsiasi detrazione per gli interventi di sostituzione delle caldaie, rendono le pompe di calore una delle poche strade percorribili per chi cerca un contributo statale.
L'attenzione, tuttavia, si concentra sulle specifiche tecniche: per ottenere gli incentivi, i nuovi sistemi dovranno rispettare requisiti stringenti legati all'efficienza stagionale (SCOP) e, nel caso di sistemi ibridi che abbinano pompa di calore e caldaia a condensazione, sarà obbligatoria un'asseverazione tecnica che ne certifichi la compatibilità e il dialogo.
Trasporto pubblico locale: investimenti verdi e fabbisogni strutturali
Un altro pilastro del pacchetto in fase di definizione riguarda il trasporto pubblico locale, con l'obiettivo di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili anche nel settore della mobilità. La Commissione europea ha riconosciuto come ammissibili gli investimenti in infrastrutture e materiale rotabile per il trasporto urbano pulito, come tram e metropolitane, oltre a quelli per le infrastrutture ferroviarie.
Questa apertura rappresenta un'opportunità strategica per il governo, che potrebbe sfruttare la nuova flessibilità per finanziare, ad esempio, l'acquisto di nuovi autobus a basso impatto ambientale o il potenziamento delle reti di trasporto rapido di massa. A fronte di uno sforzo complessivo di investimenti nazionali, regionali e locali che già supera i 37 miliardi di euro, il sistema del TPL presenta ancora un fabbisogno finanziario significativo.
Secondo uno studio del Politecnico di Milano presentato da ANAV, per garantire un effettivo salto di qualità e avvicinarsi al target del 10% di shift modale dall'auto privata, sarebbero necessari circa 1,3 miliardi di euro all'anno per l'adeguamento del Fondo Nazionale Trasporti e per investimenti strutturali. La questione è resa più complessa dai recenti provvedimenti che, in alcune manovre, hanno ridefinito le risorse destinate al settore, con tagli a fondi specifici per le metropolitane in alcune città.
Le sfide per imprese e giovani tra sconti e contratti a lungo termine
Accanto agli interventi per le famiglie, il pacchetto prevede misure anche per il mondo produttivo e per i giovani. Per le imprese, si sta valutando la possibilità di intervenire sui contratti a lungo termine per l'acquisto di energia elettrica rinnovabile direttamente dai produttori, un meccanismo che potrebbe garantire maggiore stabilità nei prezzi e favorire la pianificazione degli investimenti. Sul fronte della mobilità, l'ipotesi di sconti sui biglietti di bus e metropolitane per gli studenti è tra le opzioni sul tavolo per incentivare l'uso del trasporto pubblico.
In parallelo, si studiano interventi sul patrimonio pubblico, come la ristrutturazione delle case di edilizia popolare e l'installazione di pannelli solari e pompe di calore nelle scuole, che rientrerebbero perfettamente nei criteri stabiliti da Bruxelles per il rafforzamento della sicurezza energetica.
Un nuovo corso per gli incentivi energetici
Il quadro che si delinea è dunque quello di una riconversione profonda degli aiuti pubblici, che abbandona la logica emergenziale del passato per abbracciare un approccio più strutturale e orientato alla transizione ecologica. Le risorse, sebbene ingenti e provenienti da un margine di manovra concesso dall'Europa, non saranno distribuite a pioggia, ma dovranno rispondere a criteri di ammissibilità precisi e dimostrabili.
Il governo, attraverso i vari ministeri, sta limando i dettagli di un piano che, se approvato, potrebbe tradursi in un nuovo Conto Termico per le abitazioni, in investimenti mirati per il trasporto pubblico e in contratti agevolati per le imprese, con l'obiettivo di rendere il sistema energetico italiano più efficiente, sicuro e meno vulnerabile alle crisi internazionali.
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