Prezzi carburanti, lieve tregua alla pompa ma il futuro dello sconto è già in bilico

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
ECONOMIA

Redazione Economia Redazione Economia   -   Dopo settimane di rincari inarrestabili, l’ago della bilancia per gli automobilisti italiani segna finalmente un’inversione di tendenza, sebbene di entità modesta.

Nella giornata del 27 maggio, il consueto rilevamento del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) ha certificato un calo generalizzato dei prezzi di benzina e gasolio sulla rete ordinaria, un sospiro di sollievo che arriva al termine di una fase particolarmente complessa per le forniture energetiche. tarantinitime +3

La verde, nel servizio self-service, è scesa a 1,965 euro al litro, registrando un arretramento di 3 millesimi rispetto al giorno precedente; un dato, questo, che pure resta lontano dalle soglie psicologiche di inizio anno ma che interrompe una spirale rialzista.

Più consistente, anche se solo in termini relativi, il calo del gasolio, precipitato a 2,052 euro al litro con un -5 millesimi che cancella il picco toccato appena ieri, quando aveva sfiorato quota 2,057 euro. agenziagiornalisticaopinione +3

Una flessione, quella del diesel, che appare direttamente influenzata dalla progressiva riduzione del taglio delle accise, un meccanismo la cui parabola discendente inizia a riflettersi concretamente sulle tabelle esposte. agenziagiornalisticaopinione +3

L’ombra della guerra e il nodo delle accise

A complicare il quadro non è solo la consueta volatilità dei mercati, ma il perdurare del conflitto in Iran, arrivato ormai al terzo mese, che continua a tenere sotto pressione le quotazioni del greggio e, di conseguenza, i listini dei raffinati.

Se da un lato i dati odierni offrono un micro-tampone per i consumatori, dall’altro l’esecutivo si trova a un bivio cruciale: il prossimo 6 giugno scade l’attuale intervento sulle accise, e il segnale proveniente dal governo non è affatto rassicurante per chi spera in una proroga. tarantinitime +3

Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha infatti lasciato intendere, nel corso di un intervento pubblico, che il prosieguo del taglio non è affatto scontato, complice il peso ormai insostenibile che queste misure stanno esercitando sul bilancio dello Stato. tarantinitime +3

Una dichiarazione che getta un’ombra lunga sulle prossime settimane, considerando che un eventuale stop allo sconto fiscale – che al momento incide ancora per 6,1 centesimi sulla benzina e 12,2 sul gasolio – rischierebbe di vanificare sul nascere questo fragile calo dei prezzi industriali. tarantinitime +3

Cartello e controlli: la partita tra Mimit e compagnie petrolifere

In questo contesto di incertezza, si inserisce la vibrata protesta dell’Adoc Nazionale, che ha puntato il dito contro quelle che definisce sistematiche resistenze al ribasso da parte delle compagnie petrolifere.

Secondo l’associazione dei consumatori, esisterebbero ampi margini per una riduzione più corposa dei prezzi – stimati in un potenziale risparmio annuo di 186 euro a famiglia – che però, inspiegabilmente, non trovano mai attuazione concreta alla pompa. economymagazine +3

Una dinamica, questa, che ha spinto l’ente a chiedere un intervento diretto del Mimit, sollecitando verifiche approfondite sull’ipotesi, mai del tutto sopita, di pratiche collusive o di un vero e proprio cartello tra i distributori. tarantinitime +3

La riunione odierna della Commissione di allerta rapida sui prezzi, convocata con cadenza ormai settimanale dal Garante, assume quindi un significato particolare: non più solo un monitoraggio passivo dell’andamento, ma una potenziale anticamera per un’inchiesta formale sulla trasparenza delle dinamiche di formazione dei listini, in un settore storicamente opaco dove gli aggiustamenti al ribasso viaggiano sempre a rilento rispetto a quelli al rialzo. economymagazine +3

I differenziali territoriali e il dato anomalo di Bolzano

Osservando il dato a livello territoriale, emergono disparità che offrono lo spunto per una riflessione sulla frammentazione del mercato italiano.

Mentre buona parte della penisola celebra il ribasso, con punte di discesa consistenti in regioni come Umbria e Liguria dove il diesel ha perso fino a 8 millesimi, c’è un’eccezione che conferma la regola negativa: la provincia autonoma di Bolzano. tarantinitime +3

Nel capoluogo altoatesino, infatti, la situazione appare paradossalmente in controtendenza: se la benzina si attesta su valori stabili di poco superiori alla soglia dei 2 euro (2,002 €/l), il gasolio ha subìto un incremento repentino di quasi un centesimo, guadagnando ben 9 millesimi in un solo giorno e attestandosi a 2,095 euro al litro.

Un dato che trasforma la regione a statuto speciale nella maglia nera d’Italia per il costo del diesel, sollevando interrogativi sulle specificità della logistica locale o su eventuali ritardi nell’adeguamento dei prezzi da parte degli esercenti. cremonaoggi +3

La situazione appare invece più stabile per i carburanti alternativi, con il Gpl che oscilla tra minimi virtuosi in Campania (0,768 €/l) e massimi in Valle d’Aosta (0,899 €/l), mentre il metano tocca il valore più elevato in Sicilia (1,821 €/kg). Un mosaico complesso, quello dei prezzi alla pompa, che testimonia come la leva fiscale, pur essendo determinante, non sia l’unica variabile in gioco quando si parla di mobilità. agenziagiornalisticaopinione +3

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.