Scossa di terremoto in Egitto, magnitudo 5.6 vicino Suez: paura ma nessuna vittima

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Una forte scossa di terremoto, con magnitudo rivista al rialzo fino a 5.6, ha svegliato l'Egitto nella notte tra domenica 2 e lunedì 3 agosto 2026. Il sisma è stato registrato poco dopo le tre di notte, ora locale (le due in Italia), e ha avuto il suo epicentro nell'ovest della penisola del Sinai, a circa 38-40 chilometri a nord della città di Suez, con ipocentro stimato intorno ai 15 chilometri di profondità.

Una scossa che, per la sua intensità e per l'ora notturna, ha gettato nel panico la popolazione, ma che – fortunatamente – non sembra aver provocato danni gravi o vittime.

Epicentro e magnitudo, i dati degli istituti di monitoraggio

Sulla magnitudo esatta del terremoto si registrano, come spesso accade in questi casi, leggere discrepanze tra i vari centri di rilevamento sismico. L'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) italiano e il servizio geologico statunitense (Usgs) hanno inizialmente parlato di una magnitudo 5.6, mentre l'Istituto nazionale di ricerca di astronomia e geofisica egiziano (NRIAG), dopo una prima stima di 5.2, ha poi confermato il valore di 5.6.

Il Centro di ricerca tedesco per le geoscienze (Gfz), invece, ha rilevato una magnitudo leggermente inferiore, pari a 5.4, con ipocentro a una profondità di dieci chilometri. Al di là dei dettagli tecnici, che gli esperti stanno ancora affinando, la scossa è stata avvertita distintamente in un'area molto vasta che comprende non solo le città egiziane di Suez, Il Cairo e Alessandria, ma anche località turistiche sul Mar Rosso come Sharm el-Sheikh, arrivando fino a Palestina, Israele, Giordania, Libano e persino Cipro.

Terremoto al Cairo, il crollo di un palazzo fatiscente e un solo ferito

Nonostante la forte magnitudo e l'ampiezza dell'area interessata, il bilancio è sorprendentemente leggero. Le autorità egiziane e l'Usgs hanno escluso la presenza di vittime, confermando invece un solo ferito, già dimesso dall'ospedale dopo aver ricevuto le cure del caso. La scossa, della durata di diversi secondi, ha comunque provocato il panico tra la popolazione, con molti residenti che sono scesi in strada per paura di un crollo. I danni maggiori si sono concentrati in alcuni edifici già in condizioni precarie.

Nella capitale, in particolare nel quartiere di Rod El Farag, non lontano dal centro, sono crollate le pareti interne di un palazzo fatiscente, che è stato prontamente evacuato senza conseguenze per gli abitanti. Danni minori sono stati segnalati anche a Suez, dove una piccola tettoia in cemento è parzialmente crollata.

Le scosse di assestamento e il ricordo del sisma del 1992

Subito dopo l'evento principale, la Rete Nazionale di Monitoraggio Sismico egiziana ha rilevato circa quindici scosse di assestamento, tutte di lieve entità e per lo più non avvertite dalla popolazione, con magnitudo che non hanno superato i tre gradi della scala Richter. Questo sciame sismico, come prevedibile, sta gradualmente diminuendo in frequenza e intensità. L'evento ha però riaperto la ferita del ricordo del terremoto più devastante della storia recente egiziana: il sisma di magnitudo 5.8 che il 12 ottobre 1992 colpì Il Cairo, causando oltre 500 morti e migliaia di sfollati, e che portò al collasso di circa 129.000 edifici. La differenza, come hanno osservato alcuni esperti, sta nella maggiore preparazione e nelle migliori norme di costruzione antisismiche adottate negli ultimi anni, che hanno limitato i danni.

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