Norvegia, il ct Solbakken sulla cerimonia dei sorteggi: “Uno spettacolo bizzarro”
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Redazione Sport
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Dal palco del Kennedy Center di Washington, dove ha risuonato la celeberrima aria pucciniana "Nessun Dorma" nell'interpretazione di Andrea Bocelli, le critiche non si sono fatte attendere, arrivando da un osservatore d'eccezione quale è Ståle Solbakken. L'allenatore della Norvegia, che dopo un'assenza di ventotto anni riporta la sua nazionale al mondiale, ha definito senza mezzi termini "bizzarro" lo spettacolo che ha preceduto il sorteggio dei gironi per il torneo del 2026. La sua, una voce fuori dal coro che si è levata in un contesto di grande pompa magnae di enfasi celebrativa, laddove la presenza del presidente degli Stati Uniti Donald Trump accanto al numero uno della FIFA ha ulteriormente accentuato il carattere politico-diplomatico della serata.
Le perplessità scandinave oltre l'allenatore
A rafforzare la posizione di Solbakken, che pure si appresta a guidare la sua squadra in un girone tutt'altro che semplice avendo come avversari, tra gli altri, proprio l'Italia nelle qualificazioni, sono giunte le parole della presidentessa della federazione calcistica norvegese. Anche lei, pur senza scendere nei dettagli dell'intervento del ct, ha espresso riserve sull'evento, confermando come una certa perplessità sull'organizzazione e sul tono della cerimonia abbia attraversato la delegazione nordica. Un evento, questo, che se da un lato ha celebrato con musica e coreografie il ritorno del calcio mondiale in terra statunitense dopo decenni, dall'altro ha suscitato in alcuni addetti ai lavori un senso di distanza, quasi di estraneità, per una messa in scena percepita come eccessiva.
Il cammino azzurro e un sorteggio in attesa di conferma
Mentre le critiche si concentravano sull'apparato scenico, il cuore sportivo della serata batteva per la definizione dei gironi. L'Italia, il cui percorso è ancora sospeso in attesa degli spareggi di marzo, ha visto aprirsi un quadro potenzialmente favorevole: qualora infatti superasse l'ultimo ostacolo qualificativo, gli azzurri andrebbero a inserirsi in un raggruppamento con Canada, Svizzera e Qatar. Un quadro, questo, che molti giudicano accessibile, seppur tutto sia subordinato a una prestazione convincente in quelle partite decisive che separano la nazionale dalla partecipazione al torneo. La possibilità di affrontare avversarie come gli elvetici, già incontrate e battute in passato, o le rappresentative canadese e qatariota, meno temibili su carta, offre un barlume di ottimismo in un periodo non semplice per il calcio italiano.
Una cerimonia divisiva e il focus sul futuro sportivo
Al di là delle polemiche sul gusto e sull'opportunità di certi show, che hanno diviso gli addetti ai lavori tra chi li ha apprezzati come un momento di spettacolo globale e chi, come i norvegesi, li ha trovati poco consoni, l'attenzione ritorna ora sul campo. Il sorteggio, con la sua meccanica imparziale, ha tracciato le mappe di un mondiale che si annuncia storico per formato e numero di partecipanti. Resta il fatto che, per alcune delegazioni, l'abbinamento tra l'emozione pura del calcio e certi formalismi cerimoniali non sempre risulta naturale, lasciando trasparire una preferenza per un approccio più essenziale e diretto allo sport, lontano dai riflettori della politica e dell'intrattenimento di gran lusso.




