Focolaio di gastroenterite in crociera, la quarantena a Bordeaux dopo il decesso di un passeggero

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Redazione Salute Redazione Salute   -   L’incubo della “piccola città galleggiante”, definizione suggestiva quanto calzante per descrivere la fragilità epidemiologica di queste strutture, è tornato a manifestarsi con violenza sulle coste francesi. Una nave da crociera, attraccata nel cuore di Bordeaux dopo aver solcato le acque provenendo da Brest, si è trasformata in una sorta di recinto sanitario: le autorità hanno infatti disposto l’isolamento immediato per oltre 1.700 anime, un numero che comprende tanto i viaggiatori quanto i membri dell’equipaggio. A innescare la misura drastica, e a gettare un’ombra inquietante sulla vacanza di centinaia di turisti – in larga maggioranza britannici e irlandesi – è stato il decesso di un passeggero di 90 anni, vittima presunta di un’infezione dalle conseguenze letali.

Un novantenne e una cinquantina di malati: la dinamica del contagio

Il dramma si è consumato mentre l’imbarcazione faceva rotta verso il porto bretone, prima di proseguire verso la Gironda: il novantenne, che viaggiava a bordo insieme ad altre 1.232 persone, non ce l’ha fatta. Ma non è l’unico a essersi ammalato. Le autorità sanitarie francesi hanno infatti censito già una cinquantina di casi con sintomatologie acute, prevalentemente disturbi gastrointestinali che hanno costretto le vittime a un regime di rigoroso isolamento all’interno delle cabine. Il momento peggiore dell’emergenza, stando alle prime ricostruzioni, si sarebbe verificato lo scorso 11 maggio, quando la nave si trovava ancora nella città di Brest; da lì, il susseguirsi di malori ha spinto i vertici della compagnia (la Ambassador Cruise Line) a dirottare l’imbarcazione verso una struttura ospedaliera, rimasta poi ancorata nel centro cittadino dove, nonostante la psicosi, a terra non risultavano schierati particolari cordoni di sicurezza.

L’incognita Norovirus e le controanalisi sull’intossicazione

Cosa abbia ucciso l’anziano e quali siano le cause scatenanti dei malesseri è al momento il nodo su cui si concentrano gli inquirenti e i medici dell’Ospedale Universitario di Bordeaux. L’ipotesi più temuta, come spesso accade in questi ambienti ristretti e umidi, era quella di un’epidemia di Norovirus: un patogeno subdolo, che la stessa Ufficio federale della sanità pubblica descrive come altamente infettivo (bastano da 10 a 100 virus per innescare la trasmissione). La sua azione, di solito, si traduce nelle forme più comuni di diarrea non batterica, devastante negli spazi comuni come mense, teatri e piscine delle navi da crociera. Tuttavia, i primi test effettuati direttamente a bordo sembrano aver scongiurato questa evenienza, escludendo la presenza del virus e suggerendo invece la pista – tutta da verificare – di una massiccia intossicazione alimentare.

La trasmissione orale e l’incubo degli spazi angusti

Sebbene i primi esami abbiano scartato l’ipotesi virale, la gestione del focolaio resta delicata. Il Norovirus, che in passato ha regolarmente flagellato le rotte marittime (basti pensare ai precedenti sulle navi dei Caraibi), è un nemico silenzioso che necessita di pochissimo per attecchire: una superficie contaminata, un oggetto toccato o, nella maggior parte dei casi documentati dalla letteratura scientifica, l’ingestione di acqua o cibi infetti. La sua capacità di resistere alle temperature e la facilità con cui si diffonde per via orale o per inalazione lo rendono un rischio costante. Ma, al netto dell’esclusione momentanea del Norovirus, le circa 1.700 persone a bordo – tra cui molti passeggeri anziani, fascia demografica particolarmente vulnerabile alle complicanze della disidratazione – restano in attesa. Gli analisti dell’ospedale universitario stanno effettuando accertamenti più approfonditi per dirimere ogni dubbio, mentre parallelamente si tende a escludere qualsiasi collegamento con l’hantavirus (responsabile di recenti lutti su un’altra imbarcazione, la Mv Hondius). La quarantena, dunque, non è stata ancora revocata, e la nave rimane saldamente ormeggiata nel bel mezzo della città, meta indesiderata di un’attenzione mediatica che, questa volta, non ha nulla a che fare con la vacanza.

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