L’infinito di Duplantis: un altro record mondiale, il quindicesimo, a 6,31 metri
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Redazione Sport
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Non è più solo una progressione, quella di Armand Duplantis, ma una vera e propria riscrittura dei limiti della fisica, un centimetro dopo l’altro. Il campione svedese, ventiseienne originario di Lafayette ma cresciuto a Uppsala, ha infatti aggiornato il suo stesso primato mondiale nel salto con l’asta, portandolo a 6,31 metri durante il meeting “Mondo Classic”, manifestazione che organizza nella sua città natale e che ieri è diventata il teatro dell’ennesima impresa. Davanti al pubblico di casa, quello della IFU Arena che lo ha visto muovere i primi passi, Duplantis ha superato l’asticella al primo tentativo, aggiungendo un centimetro a quel 6,30 volato a settembre durante i Mondiali di Tokyo. Il suo dominio, va detto, non conosce soste: dal 2020, quando spodestò il francese Renaud Lavillenie fermo a 6,16 metri, “Mondo” ha infranto il record mondiale per la quindicesima volta, un’abitudine, più che un’eccezione, che trasforma ogni sua uscita in un appuntamento con la storia. Poco importa se la gara, di fatto, fosse già chiusa; il norvegese Sondre Guttormsen, secondo con 6,00 metri, e lo statunitense Zachery Bradford, terzo a 5,90, hanno assistito impotenti all’ennesima dimostrazione di superiorità di un atleta che vola letteralmente più in alto di tutti.
Una sfida personale vinta tra le mura di casa
L’aspetto più significativo di questa performance, al di là del dato numerico, risiede nel contesto emotivo in cui è maturata. Fino a ieri, curiosamente, Duplantis non era mai riuscito a stabilire un primato mondiale in territorio svedese, nonostante i titoli e le medaglie vinti in ogni angolo del pianeta. “Questa è casa mia”, ha dichiarato a caldo, visibilmente emozionato, rivolgendosi al pubblico dell’Upsala IF, il suo club. “Ogni volta che sono in passerella, corro per voi, e lo faccio con un orgoglio immenso”. Un carico emotivo, il suo, che si è tradotto in una prestazione tecnica impeccabile: tre salti di avvicinamento a 5,65, 5,90 e 6,08 metri, tutti superati con una facilità disarmante, prima di alzare l’asticella direttamente a 6,31. Una scelta coraggiosa, dettata anche da una modifica tecnica voluta dal padre e allenatore Greg Duplantis, che gli ha consigliato di aumentare la rincorsa a 22 passi per sfruttare al massimo la velocità in curva. Una scommessa vinta, che ha proiettato il fuoriclasse verso l’ennesimo record, il quindicesimo della sua ineguagliabile collezione, che lo avvicina sempre di più ai 17 primati mondiali stabiliti in carriera dal mito Sergey Bubka.
Il fattore umano e la costante ricerca della perfezione
Se l’asticella continua a salire, c’è chi osserva da bordo pedana con la stessa intensità di sempre. Tra il pubblico, a celebrare l’impresa, non poteva mancare Desiré Inglander, modella svedese e compagna di Duplantis, con cui è fidanzato dal 2020 e che, come lui stesso ha più volte raccontato, è stata la motivazione principale per perfezionare il suo svedese. La loro storia, nata durante una festa di mezza estate a Stoccolma e suggellata da una romantica proposta di matrimonio nell’ottobre del 2024, rappresenta per l’atleta un punto fermo, lontano dai riflettori delle pedane internazionali. Ma al di là degli affetti, ciò che stupisce è la costante, quasi ossessiva ricerca del miglioramento da parte di Duplantis. Non si accontenta mai, e le sue parole, rilasciate al termine della gara, lasciano intendere una fame inesauribile: “Non so dove sia il mio limite, e onestamente non voglio saperlo. È più eccitante scoprirlo salt dopo salto”. Un approccio mentale che trasforma ogni competizione, anche la più scontata, in un evento imperdibile.
Un nuovo step verso vette inesplorate
I 6,31 metri di Uppsala non sono quindi un punto d’arrivo, ma un passaggio intermedio nel percorso di un atleta che ha reso l’eccellenza una routine. La facilità con cui ha superato la misura, mai un tentativo fallito nella serie di salti, suggerisce che il margine di miglioramento sia tutt’altro che esaurito. E se è vero che il greco Emmanouil Karalis, recentemente salito a 6,17 metri, aveva acceso qualche speranza di rivalità, Duplantis ha risposto nel modo più diretto e perentorio: innalzando il livello a un’altezza che, oggi, resta fuori portata per chiunque altro. Il prossimo appuntamento, con i campionati indoor di Torun in programma a fine mese, potrebbe già offrirgli l’occasione per il sedicesimo aggiornamento della lista. In un’epoca sportiva in cui i record sembravano destinati a diventare reliquie del passato, Duplantis continua a spostare l’asticella, nel senso più letterale del termine, verso un futuro che lui solo, per ora, può vedere.




