Influenza australiana, un picco di contagi e ospedali sotto pressione
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Salute
-
L'influenza australiana, causata dal virus H3N2, sta mettendo a dura prova il sistema sanitario italiano. Con l'arrivo del picco influenzale, migliaia di italiani sono costretti a letto, affetti da febbre e disturbi intestinali. Quest'anno, il ceppo australiano si è rivelato particolarmente aggressivo, come sottolineato da Antonio Magi, presidente dell'Ordine provinciale di Roma dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (Omceo Roma), il quale ha spiegato che l'aumento dei contagi era prevedibile con l'abbassarsi delle temperature e la riapertura delle scuole.
L'infettivologo Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie infettive dell'IRCCS Ospedale Policlinico San Martino di Genova, ha chiarito che l'influenza di quest'anno è stata erroneamente chiamata "australiana", poiché ogni anno il virus arriva prima in Australia, dove l'inverno precede quello dell'emisfero settentrionale. Tuttavia, il nome è rimasto, e il virus continua a diffondersi rapidamente.
In Piemonte, circa 500 mila persone sono state colpite dall'influenza, con un impatto maggiore sugli adulti rispetto ai pazienti pediatrici. A Torino, i pronto soccorso gestiscono circa mille pazienti al giorno, e nonostante la pressione, il sistema ospedaliero sta dimostrando di reggere l'impatto di questa epidemia stagionale. Gli ospedali torinesi, tra cui il Mauriziano, le Molinette, il San Giovanni Bosco, il Martini e il Maria Vittoria, registrano un afflusso intenso di pazienti.
Oltre all'influenza australiana, il 2025 ha visto un aumento della circolazione di altri virus respiratori, tra cui il COVID-19 e il virus respiratorio sinciziale (Rsv).




