Federica Brignone Domina Le Nevi Ma Il Bilancio Racconta Un’altra Storia

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   Tra le curve dei giganti e i tornanti delle discese libere, Federica Brignone ha scritto una delle pagine più luminose dello sci alpino nella stagione 2024-2025. Con dieci vittorie, sedici podi e tre Coppe del Mondo – generale, discesa e gigante – oltre all’oro iridato in gigante e all’argento in superG, la 33enne valdostana ha scolpito il suo nome nella storia dello sport invernale. Eppure, al di là dei trofei e delle medaglie, ciò che emerge è un divario economico significativo rispetto ad altre discipline, come il tennis o il calcio, dove i premi e gli sponsor moltiplicano gli introtti in modo esponenziale.

A Sun Valley, dove l’aria si fa più tiepida e le piste iniziano a svuotarsi, Brignone assapora il frutto di mesi di sacrifici. Giovedì riceverà di persona la sfera di cristallo che nel 2020, in piena pandemia, le era stata consegnata per posta. «Ho ancora spazio per altre coppe», confessa con un sorriso, sottolineando una determinazione che non cerca la fama ma la consistenza dei risultati. La sua umiltà, del resto, traspare anche quando parla di Jannik Sinner, con cui ha scherzato su un improbabile match di tennis.

Dietro ogni successo, però, si nasconde un lavoro meticoloso. Gli allenamenti, gli studi biomeccanici, le scelte tecniche – come l’adozione di sci più lunghi per migliorare la stabilità – sono solo alcuni degli elementi che hanno contribuito a un annata quasi perfetta. E se la bacheca di Brignone, tra coppe e medaglie, rischia di non avere più spazio, è a Mondovì, nella palestra di famiglia, che si ritrova parte delle radici del suo successo.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.