Abbattimento dei cinghiali sull'isola di Spargi: una decisione controversa
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Redazione Interno
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L'abbattimento dei cinghiali sull'isola di Spargi, parte del Parco Nazionale dell'Arcipelago di La Maddalena, ha scatenato una forte reazione da parte delle associazioni animaliste. La decisione, presa dal sindaco Fabio Lai con un'ordinanza emessa il 29 agosto, è stata motivata dalle aggressioni ai turisti, tra cui l'ultimo caso di un bambino di 9 anni morso da un cinghiale.
Restrizioni e misure di sicurezza
Per permettere l'abbattimento selettivo degli animali, sono stati imposti divieti e restrizioni alla navigazione, alla balneazione, alle immersioni, alla pesca e alla sosta entro i 500 metri dalla costa. Queste misure sono entrate in vigore il 30 agosto e rimarranno attive per tutta la durata delle operazioni.
La reazione degli animalisti
Le associazioni animaliste hanno espresso il loro disappunto, definendo l'abbattimento una "mattanza inutile". Selvaggia Lucarelli, giornalista de Il Fatto Quotidiano, ha criticato duramente la decisione attraverso una serie di stories su Instagram, accusando i turisti di essere la causa del problema.
Un problema complesso
La presenza dei cinghiali sull'isola di Spargi è un problema complesso che richiede soluzioni equilibrate. Mentre le autorità locali cercano di garantire la sicurezza dei visitatori, le associazioni animaliste chiedono alternative meno cruente per gestire la popolazione di cinghiali. La questione rimane aperta e suscita un acceso dibattito tra le diverse parti coinvolte.




